ECONOMIA

Il dato

Furti d'identità e frodi creditizie, in Sardegna più di 1.400 casi nel 2019

È Cagliari la provincia più colpita, al nono posto della classifica nazionale
immagine simbolo (foto cybersecitaly)
Immagine simbolo (foto @cybersecitaly)

Crescono anche in Sardegna le frodi creditizie mediante furto di identità, con l'utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l'intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene.

L'ultimo aggiornamento dell'Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CRIF-MisterCredit evidenzia che nel 2019 in Italia i casi rilevati siano stati oltre 32.300 per un danno stimato che complessivamente supera i 150 milioni di Euro.

In Sardegna, sono stati 1.413 i casi di frode rilevati, dato che posiziona la regione al decimo posto della graduatoria nazionale, guidata nell'ordine da Campania, Lombardia e Sicilia.

A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Cagliari, con 644 casi (che la collocano al 9° posto nel ranking nazionale), seguita da Sassari, con 328 (29esima posizione) e dal Sud Sardegna, con 248.

Tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di frodi spiccano i prestiti finalizzati all'acquisto di beni e servizi, che rappresentano la metà del totale, seguiti dalle frodi sulle carte di credito (con il 30,7%) e da quelle sui prestiti personali, che arrivano al 9,2% del totale.

Entrando nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento, quasi un terzo dei casi ha per oggetto elettrodomestici ma una quota significativa riguarda anche i comparti auto-moto (11,8% del totale), elettronica, informatica e telefonia (8,6%) e arredamento (8,4%).

Aumentano i casi che hanno come oggetto di frode consumi (6,9% del totale ma +57,8% rispetto alla precedente rilevazione), spese professionali, trattamenti estetici/medici e soprattutto, prodotti assicurativi, che pur spiegando solo l'1% sono più che raddoppiate.

(Unioneonline/v.l.)

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