ECONOMIA

Lo studio

Altroconsumo: i due terzi dei prodotti acquistabili online non è sicuro

I risultati arrivano dall'analisi di 250 prodotti acquistabili sui principali siti di e-commerce
immagine simbolo (foto da google)
Immagine simbolo (foto da Google)

La maggior parte dei prodotti per bambini ma anche cosmetici, gioielli, dispositivi elettronici e abbigliamento acquistabili sulle principali piattaforme di ecommerce non è sicuro per la salute e/o non è a norma di legge. Sono gli inquietanti risultati che arrivano dall'inchiesta condotta da Altroconsumo, insieme ad altre organizzazioni di consumatori europee.

I risultati - pubblicati sulla rivista Altroconsumo Inchieste di marzo 2020 - arrivano dall'analisi di 250 prodotti acquistabili sui principali siti di e-commerce: Aliexpress, Amazon, eBay, LightInTheBox e Wish. Complessivamente due acquisti su tre (il 66%) sono risultati non conformi alla normativa europea, con rischi per la salute e per la sicurezza di chi li utilizza.

L'Organizzazione di consumatori ha condiviso i risultati dell'indagine con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero della Salute e inviato loro una segnalazione formale per chiedere un intervento volto ad accertare quanto è emerso, affinché vengano presi provvedimenti per la tutela e la corretta informazione dei consumatori.

''Ancora troppe le persone che acquistano dalle maggiori piattaforme di ecommerce pensando che la comodità ed efficienza del servizio sia associato anche ad una garanzia di qualità dei prodotti offerti, purtroppo non è così, i dati ce lo dimostrano - sottolinea Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne Altroconsumo-. L'attuale quadro normativo non è in grado di dare la giusta tutela, in termini di sicurezza, ai consumatori: da un lato, le piattaforme non riescono a impedire la vendita di prodotti non sicuri e a rimuoverli tempestivamente quando sono già in vendita, dall'altro, le autorità non riescono a garantire una sorveglianza adeguata e un'applicazione efficace delle norme".

"Come Altroconsumo - prosegue Tarantino - vogliamo accendere i riflettori sul tema e chiediamo alle istituzioni che ci sia una presa di responsabilità concreta e congiunta da parte di tutti gli attori coinvolti. Auspichiamo di essere partner di questo processo per arrivare ad uno scenario in cui ci sia la maggiore tutela possibile dei consumatori''.

Tra gennaio 2019 e gennaio 2020 sono stati ordinati, esaminati e poi testati in laboratorio 250 prodotti afferenti a 18 diverse categorie, tra cui giocattoli per bambini, rilevatori di CO (monossido di carbonio) e di fumo, abbigliamento per bambini, make-up e carica batterie USB.

(Unioneonline/v.l.)

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