ECONOMIA

l'accusa e la replica

Air Italy, la Cgil: "Gli ultimi tre aerei spostati a Doha". La compagnia smentisce

"Non è stata presa alcuna decisione", spiega l'azienda
un aereo air italy decolla dallo scalo di fiumicino (ansa telenews)
Un aereo Air Italy decolla dallo scalo di Fiumicino (Ansa - Telenews)

Su Air Italy in liquidazione volano nuove polemiche e in particolare sul suo socio di minoranza, Qatar Airways.

Il segretario generale della Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu punta il dito contro "la definizione del piano di volo per portare a Doha gli ultimi tre aeromobili di Air Italy basati a Malpensa".

A questo si aggiunge, secondo il sindacalista, "la vendita dei biglietti aerei di Qatar Airways per Africa, Asia e Medio Oriente con un accordo in code sharing con la compagnia Air Bulgaria con voli operativi già nei primi giorni di maggio: una notizia che palesa quanto la decisione di liquidare la compagnia Air Italy fosse programmata da tempo".

"Entrambe le notizie fanno precipitare la vertenza in un baratro da cui se ne potrà uscire solo con un'azione diplomatica da parte delle massime istituzioni nazionali - osserva Boeddu -. Se questa decisione dovesse risultare irreversibile si deve cercare immediatamente un partner da affiancare ad Alisarda con l'ingresso in partecipazione anche delle regioni Sardegna e Lombardia. Resta inoltre sempre valida anche una ripresa del dialogo con l'altro vettore tradizionale Alitalia".

"Air Italy in liquidazione smentisce di aver autorizzato alcun piano di volo - replica l'azienda -. Nessuna decisione è stata presa e sono ancora in corso tutti gli approfondimenti opportuni".

FONTANA: "AL LAVORO CON SOLINAS" - Ieri intanto a Palazzo Lombardia si è tenuto l'incontro tra il presidente della Regione Attilio Fontana e la delegazione delle rappresentanze dei lavoratori di Air Italy.

"Abbiamo già avuto una serie di interlocuzioni con il governatore della Sardegna, Christian Solinas - ha assicurato il governatore lombardo -. Inoltre, abbiamo sollecitato e ottenuto un incontro con il ministero dei Trasporti che si svolgerà giovedì e stiamo ragionando per cercare di capire cosa potrà fare realmente il governo, mentre noi proveremo a studiare percorsi utili a una soluzione positiva. In questo scenario sorprende che il ministero dello Sviluppo economico faccia la parte del 'grande assente'".

"All'incontro di giovedì - la conclusione - andremo anzitutto ad ascoltare le proposte del governo che è il primo interlocutore istituzionale in questa crisi e deve assumersi le proprie responsabilità. Da parte nostra, saremo pronti a mettere in campo le nostre proposte".

(Unioneonline/D)

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