ECONOMIA

domusnovas

Si ferma a 130 esuberi l'emorragia all'interno della Rwm

Il 3 dicembre nuovo incontro sul tema in Regione
alcuni lavoratori rwm in attesa durante l ultimo incontro in assessorato all industria
Alcuni lavoratori Rwm in attesa durante l'ultimo incontro in assessorato all'Industria

Non arriveranno a poco meno di 200 gli esuberi previsti all'interno della Rwm. Almeno per ora.

L'amministratore delegato della Rwm Fabio Sgarzi annuncia che "fino al termine di gennaio 2020 l'azienda non opererà altre riduzioni di personale e che, anzi, tra dicembre e gennaio, procederà a circa 20 assunzioni provvisorie negli stabilimenti di Domusnovas e Ghedi pescando dalla lista dei 130 dipendenti già fermati in questo ultimo periodo".

Un contenimento degli esuberi raggiunto, si legge in una nota, "grazie ai grossi sforzi dell'azienda aiutata dalla fattiva collaborazione della Rsu". Per ora l'emorragia di posti di lavoro (la stima delle quasi 200 buste paga da fermare entro il 15 novembre era dello stesso Sgarzi) provocata dallo stop del Governo all'export bellico italiano verso Arabia Saudita (il maggior cliente della Rwm) ed Emirati Arabi, si arresta dunque a quota 130.

Il 3 dicembre poi, azienda, sindacati, assessori regionali al Lavoro e all'Industria si ritroveranno per fare il punto della situazione nella sede di via XXIX Novembre dove si era tenuto l'ultimo incontro al quale avevano preso parte anche i rappresentanti dei lavoratori mentre una folta delegazione di maestranze attendeva l'esito del confronto.

Le ultime novità nella vertenza Rwm vengono commentate in maniera tiepida dai sindacati: "Bene salvare, anche se a tempo, delle buste paga ma la scadenza è solo rimandata" afferma Emanuele Madeddu, segretario Filctem Cgil SSo. "Serve che la Rwm faccia chiarezza su quale futuro si prospetta per lo stabilimento domusnovese, per ora sembra voglia evitare l'argomento", auspica Vincenzo Lai, segretario Femca Cisl Sulcis.

Il collega Nino D'Orso, della segreteria regionale Femca Cisl, si augura che l'incontro del 3 dicembre sia proficuo: "È dal 18 settembre che non veniamo convocati e siamo ansiosi di capire quali soluzioni si prospettano per tutelare lavoratori e azienda".

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