ECONOMIA

il piano strategico

Enel guarda al futuro: 14 miliardi di investimenti per dire addio al carbone

L'azienda fissa gli obiettivi per il 2020-2022, dalla decarbonizzazione alle rinnovabili, passando per il miglioramento delle infrastrutture
il ceo di enel starace (foto m riccardi)
Il ceo di Enel Starace (Foto M.Riccardi)

Decarbonizzazione, transizione verso le rinnovabili, digitalizzazione delle reti e implementazione di migliori infrastrutture.

Questi i focus del piano strategico 2020-2022 presentato dal Gruppo Enel, oggi a Milano, nell’ambito dei Capital Markets Day.

Per il colosso – 1200 impianti attivi in 31 Paesi e 71 milioni di clienti sui mercati dell'elettricità e del gas in tutto il mondo - il 2019 è stato un anno di svolta per quanto riguarda la transizione energetica, in cui lo sviluppo delle energie green e la generazione da fonti termoelettriche hanno raggiunto il punto di equilibrio.

E il futuro? Nei prossimi tre anni gli investimenti ammonteranno a oltre 28,7 miliardi di euro. Metà sarà relativo al phase out dal carbone, pari a 14,4 miliardi.

Tredici miliardi di euro saranno invece impiegati nelle infrastrutture – con l’automazione delle reti, di cui sarà migliorata la qualità – e negli ecosistemi e piattaforme, considerate driver in questo momento di passaggio, mentre 1,2 miliardi di euro è la cifra stanziata per l’elettrificazione.

In direzione di una completa decarbonizzazione entro il 2050.

Investimenti che sono legati al perseguimento di alcuni degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile tracciati dalle Nazioni Unite, e in particolare quelli che riguardano la lotta al cambiamento climatico, la capacità di garantire l'accesso per tutti all'energia pulita e di creare città meno inquinate e la costruzione di infrastrutture resilienti e di un'industria inclusiva.

Una scelta, quella di Enel, che ha certamente a che fare con la decisione di abbracciare (già nel 2015) modello integrato di business sostenibile, che generi valore per le comunità di riferimento, ma che si è dimostrata anche economicamente redditizio.

Si prevede una crescita di tutti gli indici finanziari, primo fra tutti dell’utile netto ordinario del gruppo, di cui si stima un incremento per il 2022 del 27% rispetto al dato 2019 (61 miliardi di euro), ma anche dell’Ebitda ordinario (l'utile al netto di imposte, interessi e ammortamenti) che raggiungerà i 20,1 miliardi contro i 17,8 stimati nel 2019 (+13%).

"La transizione energetica è pronta a decollare e ad accelerare nei sistemi che ci circondano: siamo sempre più sostenibili e abbiamo l'ambizione di poter procedere e superare il 'punto di svolta' che caratterizza il 2019", ha affermato l'amministratore delegato Francesco Starace durante la presentazione del piano industriale, ponendo l'accento sulla "dinamica di sostituzione che crea valore".

Alessandra Favazzo

(Unioneonline)

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