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Oristano, aumentano gli incidenti sul lavoro: "Bisogna investire nella prevenzione"

Il presidente Anmil Ranieri: "Occorre lavorare a fondo sulla cultura della sicurezza"
immagine simbolo (pixabay)
Immagine simbolo (Pixabay)

Per il secondo anno consecutivo non si sono verificati incidenti mortali sul lavoro in provincia di Oristano. Sono in aumento gli infortuni passati dagli 865 del 2018 agli 874 di quest'anno con un aumento dell'1%. Aumento del 26% delle denuncia di malattie professionali. Nel 2018 erano state 567 e quest'anno 715.

I dati, riferiti ai primi 8 mesi dell'anno, sono stati resi noti nel corso della 69esima Giornata nazionale delle vittime del lavoro organizzata dall'Anmil di Oristano.

"La Campagna dell'Anmil arriva in un momento purtroppo decisamente negativo per il fenomeno infortunistico", dice il presidente provinciale di Oristano Giacomo Ranieri.

"Lo scorso anno sono stati denunciati all'Inail in Italia oltre 645.000 infortuni, di cui 1.218 mortali. Gli incidenti mortali sono aumentati, rispetto allo scorso anno, di ben il 6%, con una media di oltre 3 morti ogni giorno. Un bollettino che sta proseguendo, con la stessa gravità, anche nel 2019. In questo contesto molto preoccupante, abbiamo accolto con favore l'impegno annunciato dal Governo di elaborare un Piano strategico per la sicurezza nei luoghi di lavoro, proposta peraltro che l'ANMIL aveva avanzato già un anno fa in occasione della Giornata Nazionale del 2018. Un impegno che ha portato in poco tempo alla convocazione di un Tavolo di confronto e che dovrà produrre - ci auguriamo - interventi rapidi e soprattutto incisivi".

Ranieri conferma l'impegno dell'Anmil a fare di più per aumentare e migliorare i controlli e le sanzioni: "Ma a monte, e in attesa che questo auspicabile obiettivo possa realizzarsi - osserva il presidente dell'Anmil - dobbiamo lavorare a fondo sulle coscienze e sulla cultura della sicurezza, attraverso azioni immediate che potrebbero essere coordinate dall'Inail, in qualità di garante della salute e sicurezza dei lavoratori. Innanzitutto, crediamo sia urgente la promozione di una forte campagna di sensibilizzazione a livello nazionale".

"Iniziative - prosegue Ranieri - come quella dell'ANMIL, pur positive ed utili, rappresentano solo un piccolo contributo all'informazione sul tema degli infortuni e delle malattie professionali, ma non possono sostituirsi a messaggi di più ampio respiro che solo la voce autorevole delle nostre Istituzioni può efficacemente veicolare. Allo stesso tempo, la sensibilizzazione dovrebbe essere rivolta direttamente alle aziende, attraverso un piano straordinario che preveda anche il coinvolgimento di volontari in qualità di consulenti, che possano fornire un aiuto vero, partecipato e di impatto, che vada oltre l'assolvimento delle norme e la regolarità burocratica".

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