ECONOMIA

Nuova fase del progetto Joint Innovation Center di Pula

Firmato a Roma un memorandum tra Regione Sardegna, Huawei e Crs4
la cerimonia dell accordo a roma (foto ufficio stampa)
La cerimonia dell'accordo a Roma (foto Ufficio stampa)

A due anni dall'inaugurazione, il Joint Innovation Center del Parco Tecnologico di Pula entra nella seconda fase di progettazione, dopo la firma a Roma del Memorandum tra Regione Sardegna, CRS4 e Huawei: un piano per portare sul territorio, a partire da Cagliari, applicazioni smart per cittadini, imprese e pubblica amministrazione grazie al coinvolgimento di partner locali, istituti di ricerca e atenei isolani.

Il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, la presidente del CRS4 Annalisa Bonfiglio e Thomas Miao, Ceo di Huawei Italia, hanno siglato l'accordo alla presenza del Ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e di Liang Hua, Chairman di Huawei.

La firma è avvenuta nel contesto del Huawei European Innovation Day in corso a Roma, un evento internazionale che la multinazionale organizza annualmente per condividere gli aspetti più innovativi e visionari del panorama tecnologico.

E l'accordo prevede un piano specifico per sviluppare soluzioni e servizi Ict nei settori della salute, dei trasporti, della gestione dei rifiuti, della logistica, della sicurezza e dell'industria 4.0, con il coinvolgimento del Comune di Cagliari, delle istituzioni isolane e delle Pmi del territorio.

In questo modo la Sardegna diventa un vero e proprio laboratorio dove capitale umano e tecnologia collaborano a progetti di ricerca su smart e safe city, e il Joint Innovation Center sarà l'esempio di come la collaborazione fra pubblico e privato sia la chiave non solo per l'innovazione del territorio ma anche per il benessere e lo sviluppo di cittadini e imprese.

"Con la messa in atto dell'intesa, due anni fa, abbiamo attivato un laboratorio di innovazione congiunta - commenta il Presidente della Regione Francesco Pigliaru - un progetto complesso che con la firma di oggi fa un altro passo in avanti. Il protocollo aggiuntivo conferma e rafforza il ruolo di eccellenza del Joint Innovation Center come catalizzatore di innovazione e ne favorisce la crescita, aprendo nuove prospettive e contribuendo ad aumentarne le ricadute positive sulla cittadinanza non solo delle aree urbane ma dell'intera regione. Sempre di più, infatti, lavoriamo per fare della Sardegna un luogo di innovazione, una vera e propria 'smart region', interconnessa e orientata alla diffusione dei servizi in digitale perché non c'è un solo settore, dall'agroalimentare all'industria, sino al supporto alla protezione civile, che non debba fare i conti con le nuove tecnologie. Sostenere e finalizzare la ricerca significa creare strumenti efficaci per lo sviluppo di tutto il nostro territorio e in grado di migliorare la sicurezza di tutti i cittadini".

"La Sardegna sta seguendo da alcuni anni l'esempio positivo delle nazioni più avanzate e più impegnate nella ricerca e nell'innovazione - aggiunge Annalisa Bonfiglio, presidente del Crs4 - dove le grandi imprese multinazionali collaborano con i centri di ricerca dei territori per lo sviluppo di progetti congiunti. Il nostro centro ha messo a disposizione la propria esperienza oramai trentennale alla frontiera dell'Ict per lavorare insieme a Huawei a progetti che riguardano le smart city, che porteranno in breve tempo a nuovi prodotti e servizi a disposizione del cittadino".

"Prevediamo un mondo in cui tutte le cose saranno dotate di sensori - conclude Thomas Miao, Ceo di Huawei Italia - saranno collegate e saranno intelligenti. Dobbiamo quindi massimizzare i nostri sforzi per trarre il massimo vantaggio dalle nuove tecnologie. Ecco perché il nostro impegno per un'Italia sempre più digitale si basa non solo su un consistente piano di investimenti locali ma anche sulla condivisione di un know-how unico nel settore Ict, frutto della nostra visione di innovazione a lungo termine, che ha visto l’anno scorso un investimento in ricerca e sviluppo per il 14% del nostro fatturato globale".

I RISULTATI DEL JOINT INNOVATION CENTER – Dalla sua inaugurazione a fine 2016 il centro sardo ha già sviluppato soluzioni concrete che sono andate a beneficio non solo del territorio sardo ma dell'intero Paese.

Si ricorderà infatti come in occasione del disastro dell'hotel di Rigopiano, il Centro di innovazione abbia messo a disposizione del corpo nazionale dei vigili del Fuoco il sistema portatile Rapid e-Lte emergency solution per facilitare il recupero delle persone rimaste intrappolate dopo il crollo della struttura a causa di una valanga.

Altra soluzione consegnata dal Centro è il crowd detecting per la gestione in sicurezza, tramite conteggio e monitoraggio continuo delle folle negli spazi aperti delle città basato sul riconoscimento anonimo e dinamico del numero di soggetti presenti in un determinato spazio, che si affianca al progetto parallelo della rete e-Lte per il riconoscimento facciale e comportamentale di soggetti potenzialmente pericolosi, segnalati attraverso fotografie caricate su un database.

La Regione Sardegna, attraverso Sardegna Ricerche, gestisce il Parco Scientifico e tecnologico regionale, un sistema di infrastrutture avanzate e servizi per l'innovazione, dove sono localizzate oltre 50 imprese operative nei settori dell'Ict, delle biotecnologie e dell'energia. Il Parco ha sede a Pula, Cagliari, all'interno di un parco naturale, ad Alghero, in un'area di grande pregio ambientale di fronte al mare, e a Torregrande, Oristano, dove si trova il Centro Marino Internazionale che svolge attività di ricerca scientifica applicata in ambito marino, lagunare e costiero.

Sotto la presidenza di Francesco Pigliaru, la Regione Sardegna sta puntando ad attrarre investimenti dall'estero specialmente in ricerca, innovazione e conoscenza per rilanciare settori più tradizionali quali l'agroalimentare, in cui l'Isola vanta numerosi prodotti di eccellenza. Le tecnologie associate all'Ict assumono inoltre un valore strategico all'interno del piano energetico e ambientale regionale, che prevede interventi di integrazione energetica dotati dei requisiti delle reti intelligenti, applicando i concetti propri delle smart city e delle smart community.

(Unioneonline/b.m.)

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