CULTURA

#Dialogo con gli scrittori
Claudia Marras e l'anima antica della Sardegna

claudia marras
Claudia Marras

A volte nel nome di una persona è contenuto già il suo destino. È che gli antichi quello riassumevano nell'espressione nomen omen, cioè il nome è già un presagio. Anche Anna porta nel proprio appellativo molto del proprio futuro. Il suo nome è palindromo, cioè si legge allo stesso modo partendo dall'inizio oppure all'incontrario, iniziando dalla fine.

È un nome che ha al suo interno una dualità che caratterizza anche la ragazza fin dalla nascita, avvenuta in una notte in cui spiravano due venti antagonisti, lo scirocco e il maestrale. Questo antagonismo si riverbera in tutte le cose che fa Anna, in tutto quello che le accade. Anna ha dentro di sé magia bianca e magia nera che la tengono in perenne e faticoso equilibrio, mentre al suo fianco si muovono personaggi positivi, come la nonna e la sciamana Caterina, ma non manca chi la vuole spingere ad accogliere la forza dello scirocco e della magia nera.

Intanto riprendono vita le leggende antiche della Sardegna e rinascono antiche maledizioni, e personaggi del presente e del passato si intrecciano a creare la trama di "Nomen omen" (Edizioni Effetto, 2018, pp. 250), fortunato romanzo d'esordio di Claudia Marras.

La copertina del libro
La copertina del libro

A lei chiediamo come prima cosa da dove nasce una storia tanto legata alle radici sarde e allo stesso tempo così universale nel suo affrontare gli eterni temi del confronto tra bene e male e tra vita e morte: "Mi è capitato spesso di osservare come cambia il mare in base ai venti. Da noi quando soffia il maestrale il mare diventa blu cobalto perché la corrente porta tutto al largo. Quando soffia scirocco invece le correnti vengono verso terra e il mare è più oscuro. Questi due venti sono forze antagoniste perché il maestrale soffia in una direzione mentre lo scirocco in direzione opposta. I venti mi hanno fatto pensare alla dualità dell'animo umano, il suo essere formato da due principi opposti, ed è nato un racconto che avevo intitolato appunto 'Maestrale e scirocco'. Dal racconto è nato poi il romanzo".

La dualità è la caratteristica di Anna, la protagonista del libro. Ma in che modo si incarna in questo personaggio?

"La dualità di Anna è quella tra bene e male, è la dualità tra magia bianca e magia nera che ho respirato – e che ancora oggi respiro quando ci torno – a Bessude, piccolo paese del Sassarese dove sono nata. Fin da bambina ho sentito parlare di persone che facevano il malocchio e di altre che lo toglievano. Anna nasce da queste forze contrapposte".

Ma la dualità non è di tutti? In fondo non siamo tutti un mix di bene e male?

"Certamente, ma ci sono persone in cui spicca maggiormente l'una o l'altra caratteristica. Ci sono persone che ci fanno stare bene e persone che ci feriscono, c'è chi contrasta la dualità e che la combatte. Dipende come vengono usate le parole, so verbos, quelle parole che vengono tramandate oralmente di sciamana in sciamana. Sono parole che possono essere molto cattive e usate per incutere timore oppure possono viceversa curare".

La dualità che è al centro del suo romanzo la intriga?

"Nel romanzo Anna subisce un abuso da bambina e si vendica chiamando a sé il potere dello scirocco e uccidendo la persona che ha abusato di lei. Io invece mi interrogo da sempre su come si debba agire quando si riceve del male o si vede fare del male a un'altra persona. Non sono mai riuscita a darmi una risposta definitiva, però mi affascinano maggiormente le persone che riescono a dominare il loro lato oscuro. Sono persone più forti di quelle che non riescono a dominarlo".

Ha detto che ritrova la magia quando torna al suo paese d'origine. Come mai?

"Nel paese c'è una forte connessione alla terra. Le persone hanno l'orto, coltivano, vanno per i boschi. Nei paesi ci sono ancora antichi rituali comunitari come preparare il pane nel forno comune. Lavoro manuale e spiritualità sono vissuti assieme dalle persone. Anche la semplice preparazione della salsiccia implica un rituale, c'è una preghiera che accompagna i gesti che si fanno e religiosità e superstizione si mescolano assieme. Tutto questo lo trovo nel mio paese mentre è impossibile invece trovarlo in città dove manca il contatto con la terra e tra le persone".

Ultima domanda: che ne sarà di Anna?

"Come scrivo nel mio libro Anna farà la sua scelta, che sarà dettata da quello che ha dentro e che, come una stella, può implodere su se stessa oppure brillare nella notte".

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