CRONACHE DALLA SARDEGNA

Eolico, inchiesta-bis sul Cacip
Indagati Romano e Luca Mambrini

Iscritti nel registro degli indagati Romano e Luca Mambrini con l'accusa di abuso d'ufficio in concorso.
pale eoliche (immagine simbolo)
Pale eoliche (immagine simbolo)

Scattata l'inchiesta bis sul Cacip, dopo la recente condanna a due anni e quattro mesi dell'ex direttore Oscar Serci e l'assoluzione dell'allora presidente Sandro Usai e di Cristina Annamaria La Marca, responsabile della Energy Assets Managament srl. Depositata la sentenza da parte del Gup del Tribunale di Cagliari, Giorgio Altieri, il pubblico ministero Giangiacomo Pilia ha iscritto nel registro degli indagati Romano e Luca Mambrini, padre e figlio, con l'accusa di abuso d'ufficio in concorso.

Il primo - già presidente della Camera di commercio di Cagliari - era componente del Consiglio di amministrazione del consorzio Cacip. Il secondo viene indicato dall'accusa come socio occulto di una delle società interessate all'affare dell'eolico nella zona industriale del capoluogo sardo.

I due, difesi dall'avvocato Rita Dedola, hanno ricevuto un invito a comparire, ma l'interrogatorio é saltato per l'astensione degli avvocati. Era stato lo stesso Gup Altieri, al processo in abbreviato a porte chiuse per la vicenda del parco eolico di Macchiareddu, a disporre l'invio degli atti in Procura per l'apertura del nuovo filone di indagine.

La vicenda risale al 2007 e - secondo la Procura - sarebbero stati assegnati oltre 100 ettari a dei privati (quattro società napoletane e una sarda) per la realizzazione di impianti eolici ma senza alcuna gara d'appalto. Due aree a Macchiareddu (circa 100 ettari complessivi), acquistate senza gara per tre milioni di euro.


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