CRONACHE DALLA SARDEGNA

Dopo il crollo il Dettori chiuso per mesi
Studenti ospitati in altre tre scuole

L'istituto è stato dichiarato inagibile. Gli studenti del Dettori saranno ospitati in altre tre scuole. Ecco l'elenco.
le macerie sui banchi dove pochi istanti prima c erano gli studenti (foto da facebook)
Le macerie sui banchi dove pochi istanti prima c'erano gli studenti (foto da Facebook)

Proseguono senza sosta i sopralluoghi della Provincia dopo la chiusura del Dettori in seguito al crollo del soffitto in un'aula dello stabile di via Cugia. I tecnici e il dirigente del settore Edilizia scolastica, Michele Camoglio, dopo le ultime verifiche effettuate nel corso della mattinata, hanno individuato le sedi che potranno ospitare gli studenti del liceo classico già a partire da metà settimana prossima.

Il Besta di via Cesare Cabras (nella parte che risulta essere ancora nel comune di Cagliari), che occupa due stabili, metterà a disposizione gli spazi per 24 classi, 18 in una struttura e 6 nell'altra, 5 saranno sistemate nell'istituto Leonardo Da Vinci di viale Ciusa mentre lo stabile di via Rolando, a Cagliari, che accoglie da tempo cinque classi del Dettori, ne ospiterà altre cinque.

E' questa la sistemazione delle 39 classi del liceo, trovata nel giro di un giorno, grazie anche allo spirito di piena collaborazione mostrato da tutti gli enti interpellati, in primis i presidi delle scuole coinvolte.

Piena disponibilità è stata manifestata al commissario della Provincia, Pietro Cadau, anche dal Ctm che ha assicurato il potenziamento della linea M che porta a via Cesare Cabras. Allo studio anche la possibilità di una linea dedicata per gli studenti del Dettori.

LA CRONACA DEL CROLLO - Un boato improvviso mentre gli studenti della Prima C del Liceo classico "Dettori" di Cagliari stavano seguendo la lezione di Lettere, un crollo imprevedibile con detriti, frammenti di mattoni e cemento piombati sui ragazzi e sull'insegnate, come macigni che hanno trasformato un'ala della scuola in un campo di battaglia. Il bilancio dei feriti del crollo avvenuto oggi all'interno dell'istituto "Dettori" poteva essere ben più grave. Un'insegnate è stata trasportata in ospedale per alcune ferite alla testa e due ragazze di 14 anni, invece, sono state medicate sul posto dal 118 per piccole escoriazioni. Le condizioni di docente e alunne non sono gravi. L'istituto è stato chiuso e dichiarato inagibile fino al completamento dei lavori di messa in sicurezza: co potrebbero volere almeno due mesi.

Il crollo, come ricostruisce l'Ansa, è avvenuto alle 10,10. "Abbiamo sentito un boato, la luce è andata via in un istante, poi uscendo nel corridoio abbiamo visto i nostri compagni più piccoli piangere e la professoressa ferita", racconta uno studente di Quinta della stessa sezione. Dal soffitto della Prima C si sono staccati due metri quadri di "intradosso", un piccolo strato di mattone che si è sganciato dalle travi portando giù anche l'intonaco. I detriti sono finiti sui banchi e sulla cattedra, colpendo l'insegnante di lettere e sfiorando le due studentesse.

L'allarme è scattato immediatamente, gli studenti del Classico sono stati fatti uscire lentamente dalle aule e portati all'esterno, mentre i medici del 118 soccorrevano i feriti e i vigili del fuoco iniziavano a lavorare per mettere in sicurezza la scuola e verificare il rischio crolli. Il Codacons propone di chiedere un risarcimento danni al Ministero dell'Istruzione in relazione ai rischi corsi ai mancati provvedimenti per la messa in sicurezza delle scuole. La Procura di Cagliari sta valutando se aprire un fascicolo sul crollo del soffitto.

IL MINISTRO - Il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza ha chiamato la preside della scuola di Cagliari dove è crollato una parte del soffitto per esprimergli "solidarietà e sostegno". Poi, intervista dal tg di Videolina, ha spiegato di "dover aspettare i rilievi fatti dai vigili del fuoco su quanto accaduto al Dettori". Deciso il commento sulla situazione degli edifici scolastici: "Pesano i tagli agli Enti Locali avvenuti negli anni. Abbiamo il dovere di stare vicini a Comuni e Province".


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