CRONACHE DALLA SARDEGNA

Portovesme, impianto abbandonato
Dai silos escono liquami pericolosi

Il vecchio impianto che depurava le acque dell'Eurallumina va smantellato. Ma non si capisce a chi spetti l'onere. Intanto, tutt'attorno è abbandono totale.
l impianto di depurazione della wahoo sotto sequestro foto angelo cucca
L'impianto di depurazione della Wahoo sotto sequestro - foto Angelo Cucca

A Portovesme c'è da smantellare l'impianto Wahoo (ex Sept Italia), società fallita e in liquidazione che per qualche anno si è occupata del trattamento delle acque dell'Eurallumina. Ma la domanda è: a chi tocca smantellarlo? Il curatore fallimentare della Wahoo, tirato in ballo dal Consorzio, ha risposto picche. È rimasto lettera morta anche il Piano di dismissione, prescritto dalla Provincia l'anno scorso.

Dal Consorzio, proprio nei giorni scorsi, la decisione di rivolgersi all'Eurallumina (con la quale dieci anni fa era stata firmata la convenzione per l'assegnazione dell'area consortile) per chiedere lo smantellamento dell'impianto, nato per depurare le acque utilizzate nei processi industriali della fabbrica oggi in mano ai russi della Rusal.

LA SITUAZIONE ATTUALE - Intanto oggi quegli impianti, in piena area industriale vicino al depuratore consortile, sembrano terra di nessuno.

Dentro i silos sono rimaste le sostanze chimiche, un tempo utilizzate per trattare le acque prima di scaricarle, depurate, in mare.

L'articolo completo di Antonella Pani, con la ricostruzione della vicenda, su L'Unione sarda oggi in edicola.


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