CAFFÈ SCORRETTO

Tacitus

L'ospite di troppo

U na talpa si nasconde a Palazzo Chigi. Una gola profonda racconta, una spia fa il doppio gioco. I commessi hanno ricevuto l'ordine di individuarla e catturarla. Il Conte, fattosi ormai marchese nell'ascesa araldica verso il principato, vuole lo scalpo del traditore. Non c'è dubbio, è un incursore agli ordini del capitano Salvini. È una mezza testa di cuoio con il mandato di fare fallire i piani del governo carbonaro, che si riunisce di notte e dorme di giorno. Col favore delle tenebre, come hanno detto i filosofi Hegel e Di Maio, “tutte le vacche sono nere”. Nell'oscurità germogliano però idee luminose. I ministri del Conte 2 “son come le lucciole: brillano nelle tenebre”. Perciò anche l'ultimo Dpcm è nato a notte fonda. Nonostante questo accorgimento la talpa ha rivelato l'origine del fatidico numero 6: è il risultato di un combinato disposto tra alcune pandette del codice giustinianeo e un algoritmo messo a punto da Toninelli. Un elaboratore elettronico segreto “made in China” ha emesso il verdetto: è consentito a ogni nucleo familiare di ospitare non più di sei persone. Il settimo può essere letale. Chi canta “aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più” è un pericoloso sovversivo. Per il bene di tutto il condominio va denunciato. Un delatore si trova sempre. Basta avere Speranza.

TACITUS

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