Tuoni e fulmini, è stata un’estate elettrica
Trecentomila fulmini in tre mesi. È questo il bilancio di un’estate ad alta tensione. Il 42 per cento del totale di è verificato ad agosto, con oltre 124 mila fulmini. Oltre il 70 per cento dei fulmini di tutto l’annoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
“Tuoni e fulmini! Chi è che può volere la mia pelle?”. Come dare torto al mitico Tex Willer, l’eroe a fumetti di Aurelio Galeppini. Ogni anno sull’italica repubblica, spesso simile al Far West, si abbattono oltre un milione di fulmini. Le saette uccidono in media 20 persone l’anno. A parziale consolazione il numero è in calo. Corpo di mille saette, avrebbe di certo commentato Zagor, altro eroe bonelliano.
Trecentomila fulmini in tre mesi. È questo il bilancio di un’estate ad alta tensione. Il 42 per cento del totale di è verificato ad agosto, con oltre 124 mila fulmini. Oltre il 70 per cento dei fulmini di tutto l’anno si concentra tra estate e autunno.
L’Istituto Superiore di Sanità ha stilato una classifica delle regioni più colpite. Sono il Friuli, la regione dei laghi lombardi, la zona di Roma e in genere i rilievi prealpini e appenninici. Nessuno si senta al sicuro, il pericolo unisce la penisola e le isole, pure separate dal mare e da trasporti medievali. La sensazione comune, alla luce dei fenomeni osservati nei giorni scorsi anche in Sardegna è che le tempeste di fulmini siano più intense. Gli esperti indagano sulle cause.
«Sono in aumento e legati alla produzione di fulmini i cosiddetti temporali autorigeneranti, che tendono a permanere su una stessa zona anche per diverse ore - ha detto nei giorni scorsi il fisico dell'atmosfera Teodoro Georgiadis, dell'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibimet-Cnr) -. La loro formazione è dovuta alla forte evaporazione dei mari, che è sempre maggiore: le masse d'aria cariche di umidità salgono in quota, e assieme alle temperature superficiali fanno a innesco a questi fenomeni». I fulmini non causano solo la morte. Possono anche ferire e provocare danni importanti.
Negli Stati Uniti è attivo il Lsessi, gruppo di supporto ai sopravvissuti da scosse elettriche. Potrebbe sembrare un invenzione letteraria alla Chuck Palahniuk di Soffocare ma è pura realtà. I sopravvissuti spiegano come si possa passare dalla perdita di abilità nella scrittura e nella lettura, a dolori, mal di testa, perdita dell'udito, stanchezza, depressione, nausea, perdita della memoria di breve termine, insonnia, paralisi completa, bruciature sul corpo, neuropatia e problemi digestivi. Corpo di mille balene!, avrebbe detto Braccio di Ferro. Popeye nelle sue avventure da marinaio avrà avuto di certo modo di confrontarsi con terribili tempeste.
Ma cosa di può fare per sentirsi al sicuro? L’Iss consiglia una serie di regole, che sono quelle dettate dal buon senso che abbiamo sentito fin da bambini, come evitare di ripararsi sotto un albero, stare lontano dai pali, anche quelli che indicano la fermata dell’autobus. Sempre se non sia possibile stare al chiuso.
E poi mai fare il bagno al mare o al lago, anzi scappare a gambe levate dalla spiaggia è un ottimo inizio per portare a casa la piuma. In casa, un posto sicuro solo per modo di dire, è meglio non fare la doccia. L’acqua è un buon conduttore e gli impianto non sempre sono eseguiti a regola d’arte.
Vietatissimi ombrelli, ombrelloni o canne da pesca. Più che consigliato non sdraiarsi ma stare accovacciati oppure restare in piedi uniti, rendendo minimo il punto di contatto con il suolo, per ridurre l'intensità dell'eventuale scarica.
È acclarato come l’auto sia un posto sicuro. Tuttavia bisogna avere l’accortezza di non toccare le parti metalliche della carrozzeria e l’autoradio. Offrono protezione aerei, treni e funivie, camper e roulotte mentre per quanto riguarda la barca dicono sia stare lontano dall’albero. Quale potrebbe essere la distanza consigliata nel caso di piccole imbarcazioni? Meglio non stare in barca.
Ci sono dei luoghi comuni da evitare. Uno per tutti. I fulmini non si manifestano solo in presenza di un forte temporale ma "possono colpire ad alcuni chilometri di distanza dalla perturbazione". In diversi giornali riferendo la notizia dell’abbondante raccolto di fulmini per il 2026 è stata riportata la famosa frase di Mark Twain: «Il tuono è grande, impressionante, ma è un fulmine che fa il lavoro».
