Quando i lavori peggiorano la situazione
La circonvallazione tra Selargius, Settimo, Sinnai e Maracalagonis un manifesto di quel che non si deve farePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A gennaio, quando i lavori erano arrivati finalmente sulla circonvallazione, l’obiettivo era terminare le opere per i primi di luglio. Fino a pochi giorni fa, e siamo ad agosto, i semafori ancora regolavano il passaggio alternato delle auto; ora, metà mese, operai e impianti sono spariti (chissà se momentaneamente o del tutto) e a ricordare il passaggio delle imprese è rimasto il fondo stradale, totalmente inadeguato al suo scopo: farvi transitare i veicoli (su quattro o due ruote) in condizioni di assoluta sicurezza.
Inadeguatezza
Chi percorre giornalmente la Provinciale 15 nel tratto che collega la zona industriale di Selargius alla periferia di Sinnai prima e a quella di Maracalagonis poi, per poi proseguire verso la vecchia Statale 125, sa di che si parla. Una striscia di asfalto lunga 5 chilometri con incroci a raso ripetuti e pericolosi, uno dei quali (ora inaccessibile ) al termine di una lunga discesa, curve dall’ampio raggio e dalla scarsa visibilità, un asfalto completamente sconnesso e la totale mancanza di illuminazione pubblica che la notte la rendono buia e ancora più pericolosa.
È nata male, con una rotatoria troppo piccola nella zona industriale subito dopo una doppia curva a “esse” stretta e insidiosa (qualche auto è andata dritta ed è finita dentro la cunetta), e una seconda all’altezza dell’incrocio per Sinnai che spunta dopo una salita; e da subito ha avuto problemi di tenuta del bitume, che si è sempre sgretolato con facilità. Col tempo le cose sono peggiorate, tanto da rendere necessari interventi di ripristino. Poi è arrivato il cantiere del “Tyrrhenian west link” e la situazione è degenerata.
La sindaca
Così lo scorso giugno la sindaca di Maracalagonis, Francesca Fadda, ha scritto una lettera formale «per chiedere l’attivazione di un tavolo istituzionale che coinvolga i Comuni interessati, la Prefettura e Terna con l’obiettivo di affrontare in modo concreto le criticità emerse e individuare soluzioni condivise». Motivo della decisione: i diversi cantieri in poche centinaia di metri, dall’altezza del cimitero del paese sulla circonvallazione che conduce a Gannì.
Non diversa è la situazione nella direzione opposta, verso Selargius: sino a poche settimane fa carreggiata ridotta, una corsia transennata in base all’avanzamento delle opere, due operai che regolavano il traffico sui due lati nelle ore diurne e un impianto semaforico che svolgeva la stessa funzione nella notte. Il tutto condito da code, rallentamenti e tempi di percorrenza notevolmente allungati. Partire da Sinnai, Settimo e Maracalagonis per dirigersi verso Cagliari, l’Hinterland o la costa è una corsa a ostacoli.
Asfalto
E uno degli impedimenti principali è proprio il manto stradale. I tratti già interessati dai lavori sono in condizioni pessime: avvallamenti, dossi, scalini tra il vecchio manto e quello nuovo sollecitano ammortizzatori e sospensioni delle auto, rendono la stabilità dei veicoli più a rischio e diminuiscono sensibilmente la sicurezza nella circolazione. Chi ha scavato, inserito i corrugati, connesso le tubature e poi coperto le voragini, ha restituito agli automobilisti un percorso a ostacoli.
Forse in futuro arriverà l’asfalto nuovo, o forse no. Nel frattempo questa è la condizione cui si deve far fronte. Una strada disegnata male e mal realizzata, buia, pericolosa, con traverse laterali anche in piena curva e al termine di una lunga discesa, una rotatoria che in direzione Selargius-Maracalagonis compare quando la salita termina. E un manto di asfalto del tutto inadeguato.
Che altro aggiungere? Forse che chi sovrintende ai lavori e ha bandito la gara dovrebbe controllare i risultati e intervenire. Se è in grado di farlo.
