In Bolivia scoperta la prima nuova specie di felino da oltre un secolo
Un piccolo gatto dalle strane sembianze trovato 10 anni fa ai margini delle foreste nebbiose delle Ande. Oggi è il primo della sua specie riconosciuto dalla scienzaIl Leopardus tilcayo, la nuova specie felina scoperta in Bolivia (Foto Ansa)
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Nel 2016 un abitante della regione boliviana di Nor Yungas trova un gattino in strada, ai margini della foresta, e lo scambia per un randagio. Lo porta a casa, la famiglia lo chiama Tigrino, ma quell’animale non si addomestica: resta selvatico, indisponibile. Alla fine viene consegnato al santuario per fauna selvatica di Senda Verde, dove tutti lo classificano come un normale gatto tigre, Leopardus tigrinus. Non lo era. Dieci anni dopo, la rivista Current Biology ha pubblicato lo studio che riconosce ufficialmente il Leopardus tilcayo: la prima specie vivente di felino descritta formalmente dal 1923, quando fu classificato il gatto delle pampas.
Cosa sappiamo? Poco, ed è questo il punto. L’animale è minuscolo: tra 42,5 e 50,5 centimetri di corpo, una coda che arriva a 26, un chilo e mezzo di peso, meno di un gatto domestico medio. Il mantello è marrone chiaro con rosette grandi, irregolari, aperte e mai fuse tra loro: è quel disegno, più ampio e meno contrastato di quello delle specie affini, il vero carattere diagnostico.
La ricerca parte nel settembre 2021, quando la biologa boliviana Paola Nogales-Ascarrunz, esploratrice del National Geographic, e il collega Enzo Aliaga-Rossel raccolgono i campioni dall’esemplare che diventerà l’olotipo della specie, catturato nei pressi del villaggio di Arapata, a 1.570 metri di quota. Il resto l’ha fatto il laboratorio. Il gruppo internazionale guidato dall’Università di Anversa ha analizzato i genomi completi di 38 felini del genere Leopardus, di cui 26 appartenenti al contestato complesso del gatto tigre. Otto genomi non provengono da animali vivi ma da esemplari conservati nei musei, e hanno permesso qualcosa che non era mai stato fatto: la prima analisi genetica della località tipo del Leopardus tigrinus, nello scudo della Guiana. La specie era stata descritta nel 1775, e in due secoli e mezzo nessuno ne aveva mai sequenziato il materiale di riferimento. Il risultato ha ribaltato la mappa. Fino a ieri si riconoscevano due sole specie di gatto tigre sudamericano; oggi sono cinque, e il tilcayo è quella che nessuno aveva mai visto. Lo studio descrive anche una nuova sottospecie peruviana, Leopardus tigrinus antisuyo.
Del comportamento non si sa quasi nulla. È elusivo, probabilmente notturno, si nutrirebbe di piccoli roditori. Quanti ne esistano, nessuno lo sa, e finora è stato rilevato soltanto in Bolivia. Il nome è un omaggio: tilcayo è la parola con cui le comunità delle Yungas chiamano quel gatto da sempre, e gli autori l’hanno proposta anche come nome comune internazionale della specie.
Nel frattempo, le perdite
Mentre il catalogo si allunga, l’altro elenco non si ferma. Nell’aggiornamento 2026 della Lista rossa quindici specie animali sono state dichiarate estinte: tra queste il Bettongia haoucharae, marsupiale australiano descritto nel 2025 ed estinto nel 2026, un anno di esistenza ufficiale. Del rinoceronte bianco settentrionale, dopo la morte dell’ultimo maschio nel 2018, restano due femmine sorvegliate da ranger armati in Kenya, nessuna delle quali può riprodursi: si dice funzionalmente estinto, due animali vivi e zero futuro. E il chiurlottello, l’uccello che migrava dalla Siberia al Mediterraneo, è stato dichiarato quasi certamente estinto nel 2024: un esemplare tassidermizzato è conservato al Museo di Zoologia dell’Università di Cagliari.
Il pianeta che non conosciamo
Il tilcayo non è solo. Nel 2025 è stato descritto il Marmosa chachapoya, un opossum delle Ande peruviane grande dieci centimetri, catturato da una biologa che cercava tutt’altro. E i soli ricercatori del Museo di Storia naturale di Londra, nello stesso anno, hanno battezzato 262 specie, di cui 81 tra falene e farfalle. Secondo la stima più citata sul pianeta vivrebbero circa otto milioni e mezzo di specie. Ne abbiamo classificate poco più di due milioni: meno di un quarto. Quasi mai si tratta di animali mai visti prima. Si tratta di animali già visti, che il Dna rivela essere qualcos’altro. Come quel gatto vissuto per anni in un rifugio boliviano con il nome sbagliato.
