Il buio e poi l'alba dei giudicatiStudiosi a confronto a Cagliari
La Sardegna nei secoli bui del Medioevo. Studiosi a confronto in un convegno che, coordinato dalla cattedra di Archeologia medievale dell'Università di Cagliari, è stato inaugurato ieri alla Cittadella dei Musei. Si prosegue sino a venerdì.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La storiografia tradizionale li ha definiti secoli bui, arrendendosi davanti all'assenza di documenti e alla carenza di testimonianze materiali e monumentali. Ma la rilettura critica e attenta del periodo tra l'VIII e il XII secolo d.C svela la ricchezza dei fermenti politici, economici e culturali che hanno dato vita all'Europa moderna. Anche la Sardegna ne è testimone: all'alba del XII secolo tornerà a raccontare se stessa quando, dopo l'isolamento da Bisanzio, ha partorito e definito la quadripartizione in entità statuali autonome chiamate regni o giudicati. Sarà il convegno ("700-1100 d.C: storia, archeologia e arte nei secoli bui del Mediterraneo. Dalle fonti scritte, archeologiche ed artistiche alla ricostruzione della vicenda storica: la Sardegna laboratorio di esperienze culturali) in corso alla Cittadella dei Musei di Cagliari a illustrare alla luce delle più recenti acquisizioni la forza di processi formativi che, concepiti dalla crisi, restituirono al pieno Medioevo un'Isola rinnovata. È il momento conclusivo del progetto di ricerca che, finanziato dalla Regione, ha visto coinvolte, con il coordinamento di Rossana Martorelli (docente di archeologia cristiana e medievale nell'Ateneo cagliaritano), due unità di ricerca dall'Università di Cagliari, una dell'Università di Sassari e una della Soprintendenza per i Beni archeologici delle province di Cagliari e Oristano.
Il programma, che si svolge in due sessioni (la mattina dalle 9 e il pomeriggio dalle 15), comprende 44 interventi. Gli studiosi si confronteranno sui problemi storici relativi al ruolo della Sardegna nell'impero bizantino e al rapporto che essa intrattenne col Papato, gli ordini monastici emergenti, l'Europa carolingia e il mondo islamico. Si darà conto, inoltre, dei recenti studi sui centri urbani e delle sedi del potere giudicale, ma anche dell'assetto del territorio e degli indicatori cronologici e socio-economici della cultura materiale, per giungere infine all'analisi delle caratteristiche architettoniche di edifici di culto e monasteri.
(di Manuela Arca)