Donazione midollo osseo, in Sardegna servono nuovi donatori
Nell’Isola ci sono 22mila persone iscritte al registro, ma non bastano perché la compatibilità tra donatore e paziente è molto rara e può arrivare a una possibilità su 100milaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In Sardegna ci sono circa 22 mila persone iscritte al Registro dei donatori di midollo osseo, ma non sono ancora abbastanza. La compatibilità tra donatore e paziente è infatti molto rara e può arrivare a una probabilità di una su 100 mila. Nell’intervista a Stefano Birocchi su Radiolina, durante la Strambata del primo settembre, Adriana Vacca, presidente di ADMO Sardegna e vicepresidente nazionale dell’associazione nazionale, oncoematologa da anni impegnata nel campo dei trapianti, spiega perché sia fondamentale ampliare il numero dei potenziali donatori.
La compatibilità è una possibilità su 100 mila
Il problema nasce dalla grande variabilità genetica del sistema di istocompatibilità. Per questo, trovare il donatore giusto può essere estremamente difficile. Avere un registro con un numero elevato di persone disponibili aumenta concretamente le possibilità di trovare una compatibilità.
In Sardegna la situazione presenta una particolarità. La maggiore uniformità genetica della popolazione fa sì che, secondo Vacca, per un paziente sardo la probabilità di trovare un donatore compatibile possa essere più alta rispetto alla media generale, arrivando indicativamente a una possibilità su 25 mila.
Il numero degli iscritti, però, deve continuare a crescere. La riduzione della dimensione delle famiglie e il calo demografico rendono ancora più importante coinvolgere le nuove generazioni. L’obiettivo di ADMO è quindi sensibilizzare soprattutto i giovani sulla possibilità di entrare nel Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo.
Chi può diventare donatore di midollo osseo
Per iscriversi al Registro IBMDR bisogna avere tra 18 e 35 anni, pesare almeno 50 chili ed essere in buona salute, salvo eventuali condizioni mediche che impediscano l’idoneità. La disponibilità del potenziale donatore resta poi valida fino ai 55 anni.
L’iscrizione non significa dover donare immediatamente. Si entra nel registro e viene effettuata la tipizzazione, attraverso un campione di sangue o di saliva, per determinare il profilo genetico necessario alla ricerca di compatibilità. Solo se viene individuato un possibile match con un paziente si procede con gli ulteriori accertamenti.
Il midollo osseo non è il midollo spinale
Uno dei principali ostacoli alla donazione è ancora legato alla paura. Il termine “midollo” porta infatti molte persone a pensare alla colonna vertebrale e a un intervento chirurgico complesso. Il midollo osseo e il midollo spinale sono però due cose completamente diverse. Il midollo osseo contiene le cellule staminali emopoietiche, quelle che contribuiscono alla produzione delle cellule del sangue.
Le cellule staminali emopoietiche sono fondamentali perché danno origine alle diverse componenti del sangue. Globuli rossi, piastrine e globuli bianchi svolgono funzioni essenziali per l’organismo e la loro produzione può essere compromessa da gravi malattie del sangue.
Nella maggior parte dei casi si procede dal sangue
La donazione effettiva, quando viene richiesta, nella maggior parte dei casi avviene attraverso la raccolta delle cellule staminali dal sangue periferico. La procedura è diversa da quella del prelievo tradizionale perché richiede più tempo, ma non prevede necessariamente un intervento chirurgico.
Nei giorni precedenti alla raccolta viene somministrato un farmaco che stimola la produzione e la presenza delle cellule staminali nel sangue. Successivamente il donatore viene collegato a un separatore cellulare. Le cellule staminali vengono raccolte mentre il resto del sangue viene restituito al donatore.
La procedura può richiedere alcune ore e viene eseguita in un centro specializzato. L’idoneità e le modalità della donazione vengono comunque stabilite dal personale sanitario sulla base delle condizioni del singolo donatore.
Il percorso viene seguito passo dopo passo
Quando viene individuata una possibile compatibilità, il potenziale donatore viene ricontattato. Prima della donazione vengono effettuati nuovi controlli per verificare le condizioni di salute e confermare la disponibilità.
Donatore e paziente vengono quindi preparati seguendo un percorso coordinato. La rete dei registri è internazionale: questo significa che la ricerca del donatore non si ferma ai confini regionali o nazionali. Una persona iscritta in Sardegna può diventare compatibile con un paziente che si trova anche in un altro Paese.
Allo stesso modo, se il potenziale donatore si trova temporaneamente all’estero per studio o lavoro, il percorso può essere organizzato attraverso la rete internazionale dei registri.
Donazione di midollo osseo: un gesto che può cambiare una vita
Il trapianto di cellule staminali emopoietiche viene utilizzato nel trattamento di leucemie, linfomi, mielomi e altre gravi malattie del sangue. Per alcuni pazienti rappresenta una possibilità terapeutica fondamentale quando le altre cure non hanno dato i risultati sperati o quando esiste un elevato rischio di recidiva.
La ricerca del miglior donatore possibile è quindi decisiva. Un donatore giovane e compatibile può offrire al paziente maggiori possibilità di affrontare il trapianto nelle condizioni migliori. Per questo ADMO concentra una parte importante della propria attività sui ragazzi che hanno appena raggiunto la maggiore età.
ADMO: la campagna per sensibilizzare i giovani
Dal 21 settembre all’11 ottobre 2026 torna Match It Now, la campagna di sensibilizzazione dedicata alla donazione di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche. L’iniziativa punta a coinvolgere soprattutto i giovani tra i 18 e i 35 anni e a favorire nuove iscrizioni al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo.
ADMO promuove la campagna insieme alle istituzioni e agli organismi che operano nel sistema della donazione e dei trapianti. L’obiettivo è spiegare con chiarezza come funziona la donazione e superare le paure legate all’idea di un intervento invasivo.
Il 27 settembre la Camminata del Cuore a Cagliari
Tra gli appuntamenti indicati da Adriana Vacca c’è anche la Camminata del Cuore del 27 settembre a Cagliari, con partenza nell’area di Molentargius. L’iniziativa non è organizzata direttamente da ADMO, ma l’associazione parteciperà insieme ad altre realtà impegnate nella promozione della cultura del dono.
La giornata sarà anche un’occasione per incontrare i volontari e ricevere informazioni sulla donazione. L’obiettivo è creare una rete tra le associazioni e portare il tema della solidarietà più vicino alle persone.
I donatori diventano spesso nuovi testimonial
C’è poi un aspetto umano che, secondo Vacca, emerge con particolare forza dopo la donazione. I donatori vengono seguiti anche per raccogliere le loro percezioni sull’esperienza e, nel corso degli anni, la presidente di ADMO Sardegna racconta di aver incontrato persone profondamente soddisfatte della scelta fatta.
Molti donatori tornano a collaborare con ADMO nelle attività di sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole. Il loro racconto diventa così uno strumento per spiegare ai ragazzi che iscriversi al registro significa semplicemente dare la propria disponibilità a essere chiamati nel caso in cui, un giorno, venga individuata una compatibilità.
In Sardegna, intanto, tra i centri trapianto del Businco e del Microcitemico, nel corso dell’ultimo anno indicato da Vacca sono stati effettuati numerosi trapianti. Dietro ogni procedura c’è una storia diversa, ma il punto di partenza resta lo stesso: avere un numero sempre maggiore di potenziali donatori per aumentare le possibilità di trovare quel match raro che può diventare decisivo per la vita di un paziente.
