Cambia il mercato dell’edilizia: meno imprese ma più occupati
Spiccano i dati del Centro Italia, con 65.704 imprese (-10,4% rispetto a fine 2019) e addetti cresciuti del 26,9%Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il passaggio dall’era dei bonus edilizi (emblematico il caso del Superbonus) a quella dei grandi cantieri pubblici trainati dal Pnrr ha provocato un profondo cambiamento nel settore delle costruzioni. Con la sparizione di molte piccole imprese e la concentrazione del mercato in mano ad aziende medie e grandi, che sulla spinta dei nuovi cantieri hanno trascinato in alto i numeri dell’occupazione. Una trasformazione che per alcuni aspetti appare più marcata nel Centro che nel resto d’Italia.
Secondo i dati Movimprese di Unioncamere-InfoCamere, nel settore delle costruzioni di edifici residenziali e non, nelle regioni del Centro a fine 2025 erano attive 65.704 imprese, in calo del 10,4% rispetto a fine 2019 e giù del 5,4% rispetto a fine 2024 (il trend nel totale Italia è rispettivamente -6,6% e -5,7%). Se guardiamo invece le imprese di lavori di costruzione specializzati (159.951 realtà a fine 2025), il calo è leggermente più contenuto, anche se con numeri più negativi rispetto al totale Italia: -1,9% sia rispetto a fine 2019 che rispetto a fine 2024, contro rispettivamente un +3% e un -0,9% della media del Paese. Tra le realtà attive nell’ingegneria civile (2.883 a fine 2025), invece, i cali sono ancora più ridotti.
Anzi, rispetto al 2024 il trend è leggermente meno negativo rispetto alla media nazionale: -0,7% sul 2019 (+1,9% in Italia) e -0,6% sul 2024 (-1% in Italia).
Durante il picco del Superbonus 110% il mercato è stato inondato da migliaia di nuove imprese, spesso ditte individuali, nate per intercettare la domanda di ristrutturazioni private.
Con la stretta sugli incentivi queste realtà fragili e poco capitalizzate stanno chiudendo. Mentre l’edilizia privata rallenta, i cantieri del Pnrr e le grandi infrastrutture sono in piena accelerazione. Lavori che non possono essere gestiti dalla piccola ditta di quartiere, ma richiedono imprese strutturate, con certificazioni e grandi capacità tecniche. Le aziende medio grandi che si aggiudicano questi appalti stanno assumendo in maniera vertiginosa: in media le imprese legate ad appalti Pnrr stanno aumentando i propri dipendenti per centrare le scadenze del 2026. E, spesso, trovano le competenze che cercano proprio in quegli artigiani che prima operavano come ditte individuali e che ora preferiscono andare a lavorare come dipendenti delle grandi aziende, che garantiscono maggiore stabilità e salari competitivi proprio per l’aumento della richiesta.
Nel complesso, nel Centro Italia (dati Istat del terzo trimestre 2025) sono occupati nelle costruzioni 517mila addetti, aumentati del 26,9% rispetto al terzo trimestre 2019 e del 13,9% sul terzo trimestre 2024. Nella media italiana i dati sono rispettivamente +28,4% e +7,1%. A fare da traino sono soprattutto i numeri di Lazio ed Emilia-Romagna. Nel Lazio ci sono 162mila addetti nelle costruzioni al terzo trimestre 2025, in crescita del 27,2% sullo stesso periodo del 2019 e del 14,1% sul 2024. Qui hanno pesato anche i lavori per il Giubileo.
In Emilia-Romagna ci sono nelle costruzioni 125mila addetti (+26,6 sul 2019 e +18,7% sul 2024).
In questa regione, invece, hanno inciso anche i lavori di messa in sicurezza dopo l’alluvione del 2023, che richiedono imprese grandi e molti addetti.
Andrea Marini
(Estratto da “I Regionali”, Il Sole 24 Ore, 13 marzo 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
