Troppi incarichi assegnati nei posti di sottogoverno della Regione. E i soldi sono finiti. Meglio: il budget per le assunzioni a tempo determinato (consulenti, capi di gabinetto e altre figure, come i giornalisti dell’ufficio stampa) sarebbe già stato sforato e, stando a quanto trapela, al momento non possono essere assegnati altri incarichi, con il risultato che alcuni staff di assessorati meno rapidi nelle chiamate rischiano di restare monchi. Così come quelli del Consiglio regionale. 

Sulla vicenda non sono trapelati atti ufficiali. Ma la comunicazione è stata data a tutti i capigruppo del Consiglio, di maggioranza e opposizione, riuniti due giorni fa. La voce era quella del presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini. E la fonte è riferibile all’assessorato al Bilancio. Dopo 48 ore di “non detto”, arriva la comunicazione della Regione: «Le cose non stanno così», fanno sapere da viale Trento. Con una nota che sembra lasciare intendere delle tensioni tutte interne al campo largo che governa la Sardegna. 

L’interrogazione 

Questa mattina è arrivata  una richiesta di chiarimenti, con una interrogazione presentata da Alessandro Sorgia (Gruppo misto)  rivolta alla presidente Alessandra Todde e all’assessora al Personale Maria Elena Motzo.  
«Ho appreso in via del tutto incidentale e informale», attacca Sorgia, «che la Regione potrebbe aver sforato i limiti assunzionali riferiti al personale a tempo determinato: se la notizia fosse confermata sarebbe un grave danno perché significherebbe privarsi dell’importante supporto amministrativo, e non solo, dato dal personale a tempo determinato».

Anche la Regione Sardegna, sottolinea il consigliere, «deve sottostare ai parametri dei tetti assunzionali. È altrettanto evidente che un’amministrazione attenta definisce un programma di assunzioni a tempo determinato in funzione delle priorità». Ma quella della Giunta è stata «esclusivamente quella di sfruttare la tanto criticata legge sui super staff per effettuare un cospicuo numero di nomine che non hanno fatto altro che generare lo sforamento dei tetti assunzionali del personale a tempo determinato».

Per Sorgia c’è anche un problema di trasparenza: «A tutto ciò occorre, peraltro, aggiungere che vengono sistematicamente omesse le pubblicazioni obbligatorie, nella sezione amministrazione trasparente e non solo, dalle quali si potrebbe avere contezza delle nomine effettuate ma anche dei ruoli assegnati ai vari soggetti componenti gli staff degli assessori e della presidente».

Sorgia chiede che venga fatta chiarezza in via ufficiale, «perché notizie del genere non si possono apprendere incidentalmente». 

Nel palazzo di via Roma si parla della questione. E non poco. Nella girandola di incarichi non sarebbe stato preso in considerazione il tetto di spesa vigente dal 2009, che fissa a poco meno di 9 milioni di euro il budget annuale per le chiamate a tempo determinato. La soglia sarebbe già stata superata, dicono nei corridoi (e durante la capigruppo). Ma per avere certezze servirà aspettare una presa di posizione ufficiale da parte della Giunta. 

La Regione

La risposta per ora arriva solo in via informale. Dalla Regione fanno sapere che «secondo i calcoli aggiornati, basati su numeri reali ed ufficiali, non risulta alcun sforamento del budget. Anzi».  La nota regionale prosegue con una stilettata: «Prima di fare determinate comunicazioni bisognerebbe consultare correttamente i dati», si legge, «sennò si rischia di creare confusione e disinformazione. Chiunque abbia fornito questi dettagli deve essere consapevole che i dati utilizzati non sono certificati e che soprattutto si basano sull'interpretazione dei costi ammissibili, perciò privi di fondamento giuridico».

Enrico Fresu 

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