Un sogno rossoblù: il commento del 13 aprile
di Enrico PiliaC'era un ragazzo, sabato pomeriggio allo stadio di Cagliari. Uno dei tanti, all'apparenza. Bello, un sorriso solare, i capelli ricci, scuri. Fra le migliaia che hanno esultato, gridato, abbracciato i vicini di posto per la vittoria del Cagliari, lui era senza dubbio il più felice. Perché sabato, questo diciottenne ha realizzato il suo sogno. Trasformando l'incubo che ha vissuto, e che sta cercando di sconfiggere, nel pomeriggio della vita. La droga gli ha portato via questi ultimi anni, gli ha sequestrato i sentimenti, guidando l'istinto sempre e solo verso un indirizzo, il degrado. La comunità alle porte di Cagliari che lo ha accolto è diventata una casa, un posto dove vivere di nuovo sensazioni che fanno bene sulla pelle. La fuga da uno scenario di morte, di inganni, da quella prigione blindata che si chiama dipendenza. Nella sua nuova vita, c'è un'educatrice che lo segue, anche lei super tifosa del Cagliari. Il loro patto di vita, il contratto del cuore è stato chiaro fin da subito: in questi ultimi mesi, lei glielo ha ripetuto diverse volte e lui ha accettato la sfida. "Appena riceverò le tue analisi e saranno negative, ti porterò allo stadio". Era il sogno di questo ragazzo ed è andata esattamente come immaginate, perché sabato pomeriggio, allo stadio un paio di posti in tribuna erano riservati a due spettatori speciali. Uno un po' più emozionato, ma chissà la gioia della sua educatrice, due cuori (rossoblù) molto vicini alla loro massima velocità.
Non era mai andato alla partita e immaginiamo cosa succeda negli occhi e nel cuore di un giovanissimo che scopre un mondo a colori: il Cagliari, il tifo, il gol, la gente, la vittoria. E un rientro a "casa" decisamente più dolce, con emozioni incontenibili da accarezzare magari tutta la notte. In mezzo al campo, il Cagliari dei ragazzi ha fatto capire che lì sotto, in classifica, non ci vuole proprio andare. Preoccupante il primo tempo, con una squadra paralizzata dalla paura, bellissima la reazione nel secondo, con l'esplosione del tifo per il gol e quella contestazione che si spegne e che ha fatto imbufalire il presidente Giulini. Il destino del Cagliari è questo, non giriamoci intorno: soffrire per esultare e garantirsi un altro anno di belle serate. Sì, non è finita, lo hanno ripetuto in coro presidente, allenatore e calciatori, perché in effetti il traguardo si vede ma non è ancora stato raggiunto. Un allenatore fatto in casa, diversi rossoblù della generazione Z forgiati da un lungo ritiro sotto Pasquetta, un progetto che si potrà celebrare il giorno della sicurezza. Sogni rossoblù, uno più bello dell'altro.
Enrico Pilia