Attacco americano contro il Venezuela. Il presidente Donald Trump ha parlato di un «attacco condotto con successo su larga scala» e ha detto che l'esercito americano ha «catturato il presidente del Venezuela Maduro e la moglie, e li ha portati fuori dal Paese». I due «sono stati incriminati a New York», ha aggiunto la ministra della Giustizia Usa, Pam Bondi.

Il governo venezuelano subito dopo le prime esplosioni ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto la «mobilitazione» della popolazione dopo l'attacco che secondo i media Usa avrebbe provocato morti e feriti. Fonti dell'opposizione venezuelana hanno affermato con Sky News di ritenere che la cattura di Nicolas Maduro sia stata il risultato di «un'uscita di scena negoziata».

«Volevano» agire quattro giorni fa ma il cattivo tempo non lo ha permesso, ha spiegato Donald Trump nel corso di un'intervista a Fox, sottolineando che la residenza in cui si trovava Maduro era una «fortezza». Il presidente venezuelano e la moglie Cilia Flores – scrive la Cnn sono stati prelevati dalla loro camera da letto nel cuore della notte. Una conferenza stampa per spiegare i dettagli dell'azione è prevista per le 17, ora italiana, dalla residenza di Trump a Mar-a-Lago, in Florida. 

L’ATTACCO – Le forti esplosioni, accompagnate da aerei in volo a bassa quota, si sono verificate intorno alle 2 della notte (7 in Italia) a Caracas, e sarebbero durate fino alle 4 ora locale.

Sui social media sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo, avvenute nella zona sud e est della capitale venezuelana.

«Caracas è sotto bombardamento in questo momento. Allertate il mondo: il Venezuela è stato attaccato! Stanno bombardando con missili. L'Organizzazione degli Stati americani e l'Onu devono incontrarsi immediatamente», ha scritto il presidente della Colombia Gustavo Petro su X.

Le interruzioni di elettricità sono confermante anche dai giornalisti della Cnn che si trovano nella capitale venezuelana, che hanno sentito anche il rumore di aerei dopo le esplosioni.

Secondo testimonianze raccolte dalla Reuters, scrive la agenzia sul suo sito, ad essere senza elettricità è la zona meridionale della città.

Colpite l'Accademia Militare di Mamo, a La Guaira, a 40 chilometri dalla capitale. Altre zone colpite includono la base aerea La Carlota e l'aeroporto di Higuerote, con esplosioni di minore entità.

I NOSTRI CONNAZIONALI – «Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l'evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è costantemente informata. L’unità di crisi della Farnesina operativa», le parole su X del ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’ambasciatore italiano in Venezuela Giovanni Umberto De Vito ha parlato di siti colpiti vicino all’ambasciata. Nel paese, ha precisato De Vito, al momento ci sono circa 160mila italiani.

LE TENSIONI – Da settimane sono altissime le tensioni tra il governo degli Stati Uniti e quello del Venezuela, e l'esercito statunitense ha preso di mira, negli ultimi giorni, imbarcazioni che sarebbero utilizzate da narcotrafficanti. Appena ieri Maduro aveva rilasciato un’intervista dicendosi pronto a dialogare con gli Stati Uniti.

«L'obiettivo di questo attacco non è altro che quello di impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, cercando di spezzare con la forza l'indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno», scrive il governo di Nicolas Maduro in una nota ufficiale in cui respinge gli attacchi al Venezuela che la nota attribuisce a Washington. «Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un 'cambio di regime', in alleanza con l'oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti», aggiunge la nota. 

LE REAZIONI – Nel frattempo il ministero degli Esteri russo ha condannato l'"aggressione armata degli Usa contro il Venezuela". Un atto che suscita «profonda preoccupazione e condanna», si legge nel comunicato del ministero diffuso su Telegram. 

Anche il regime iraniano ha condannato "fermamente l'attacco militare degli Stati Uniti" contro il Venezuela, schierandosi al fianco del presidente de facto, Nicolás Maduro Moro, uno dei suoi principali alleati politici e strategici.  La Repubblica islamica ha inoltre criticato l'uso della forza da parte degli Stati Uniti, ribadendo il sostegno al governo di Caracas e richiamando il rispetto del diritto internazionale.

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