Netanyahu: «Ora negoziati diretti con Beirut». La prima petroliera non iraniana attraversa Hormuz
Secondo Axios inizieranno la prossima settimana, primo incontro a Washington. Mattarella: «Bombardamenti devastanti». Colpito un mezzo Unifil, paura per la Brigata SassariPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington.
Lo riporta Axios citando una fonte israeliana e confermando così quello che potrebbe essere un decisivo sviluppo nella crisi mediorientale dopo che Donald Trump ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l'intensità degli attacchi per contribuire a garantire il successo dei negoziati con l'Iran. Appello a cui Bibi ha detto sì, almeno a parole: «Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele, ieri durante la riunione del Consiglio dei Ministri ho dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull'instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano. Israele apprezza l'appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut».
Gli attacchi rappresentano un «grave pericolo» per il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, aveva avvertito il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. Una presa di posizione all’indomani dei raid di Israele su Beirut per colpire le roccaforti di Hezbollah, che hanno provocato centinaia di morti, tra cui civili. Sempre ieri forze dell’Idf israeliana hanno aperto il fuoco contro un veicolo italiano della missione Unifil partito da Shama, quartier generale del settore guidato dalla Brigata Sassari. Solo danni, ma nessun ferito, con il Governo italiano che ha però convocato l’ambasciatore di Tel Aviv per protestare e chiedere spiegazioni e sollecitato proprio l’intervento dell’Onu affinché sia garantita la sicurezza della coalizione internazionale che opera nel Paese.
Gli aggiornamenti del 9 aprile 2026
Khamenei: «Non lasceremo impuniti gli aggressori, per Hormuz nuova fase»
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, in un lungo messaggio a lui attribuito, ha promesso che l'Iran "non lascerà impuniti" gli aggressori, chiederà "un risarcimento per ogni danno inflitto" e "un indennizzo" per le vittime, avvertendo che ciò porterà la gestione dello Stretto di Hormuz "a una nuova fase". Lo riporta Iran International, aggiungendo che Khamenei esorta anche i vicini arabi a "mantenere la posizione corretta" e a prendere le distanze dalle potenze occidentali.
Nel messaggio, in occasione del quarantesimo giorno dalla morte del padre, Ali Khamenei, la nuova Guida suprema afferma: "Tutti devono sapere che, a Dio piacendo, non lasceremo impuniti gli aggressori criminali che hanno attaccato il nostro Paese. Chiederemo sicuramente un risarcimento per ogni danno inflitto, così come un indennizzo per i martiri e un risarcimento per i feriti di questa guerra". "La nazione... manterrà viva nel suo cuore la ferma determinazione a vendicare il sangue [della Guida] e di tutti coloro che sono stati uccisi nelle guerre imposte", aggiunge. Khamenei, secondo quanto riportano altri media internazionali, afferma inoltre che "porterà la gestione dello Stretto di Hormuz in una nuova fase" e invita i manifestanti filo-iraniani a scendere in piazza perché "le vostre voci nelle piazze pubbliche hanno un impatto sull'esito dei negoziati". La Guida suprema afferma che l'Iran non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti, "e a questo proposito consideriamo l'intero Fronte della Resistenza come un'unica entità unita".
La prima petroliera non iraniana attraversa Hormuz dal cessate il fuoco
La prima petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz, dopo l'annuncio del fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. È quanto emerge dai dati di MarineTraffic. La Msg, una petroliera battente bandiera gaboniana, ha attraversato lo stretto oggi con a bordo circa 7.000 tonnellate di olio combustibile emiratino ed è diretta ad Aegis Pipavav, in India, secondo il servizio di monitoraggio marittimo. Solo altre due petroliere, entrambe battenti bandiera iraniana, e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo stretto da ieri, secondo Kpler, proprietaria di MarineTraffic
I negoziati tra Israele e Libano iniziano la settimana prossima negli Usa – I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall'ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad.
Netanyahu: «Ho ordinato di aprire al più presto negoziati diretti con il Libano» – «Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele, ieri durante la riunione del Consiglio dei Ministri ho dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull'instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano. Israele apprezza l'appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut».
Mattarella: «Libano sotto una tempesta di bombardamenti devastanti" – Abbiamo parlato del Libano, un Paese indipendente con un nuovo governo che sta procedendo anche al disarmo di Hezbollah e che oggi è sotto la tempesta di bombardamenti devastanti". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Praga dopo i colloqui con il presidente ceco Petr Pavel.
Iran: «Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre attacchi in Libano per successo negoziati» – Il presidente statunitense, Donald Trump, ha chiesto al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di ridurre gli attacchi in Libano, per contribuire al successo dei negoziati con l'Iran, secondo quanto riferito da un alto funzionario dell'amministrazione a Nbc News.
Teheran: «Mojtaba Khamenei è in piena salute e ha il controllo di tutto» – Il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, "sta bene ed è in piena salute". Lo riporta Iran International. Khatibzadeh ha inoltre aggiunto che il leader della
Repubblica islamica "è presente nel suo ufficio e ha di fatto il controllo di tutto". Khamenei non è mai apparso in pubblico dal raid che ha ucciso suo padre, il 28 febbraio, né da quando è stato nominato nuova Guida Suprema.
Mosca: «Cessate il fuoco deve riguardare anche il Libano» - La Russia ritiene che l'accordo di cessate il fuoco tra Washington e Teheran debba includere anche il Libano. Lo ha dichiarato giovedì il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in una conversazione con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi. "Mosca presume che questi accordi (...) abbiano una dimensione regionale e si estendano in particolare al Libano", ha affermato il Ministero degli Esteri russo in una dichiarazione. Da parte sua, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha condannato l'offensiva israeliana in Libano, affermando che "minaccia di far deragliare il processo negoziale che stava iniziando a prendere forma".
Iran: «Non più di 15 navi al giorno da Hormuz» – L'Iran consentirà il transito di non più di 15 navi al giorno attraverso lo Stretto di Hormuz, in base all'accordo di cessate il fuoco stipulato con gli Stati Uniti. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale russa TASS, citando una fonte iraniana di alto livello rimasta anonima. Lo Stretto, una striscia di mare larga solo 34 km tra l'Iran e l'Oman, collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano ed è la principale via di transito per circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e di altri beni vitali, tra cui i fertilizzanti.
Teheran: «Il Pakistan ha fermato la nostra reazione dopo la rottura della tregua» – Il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato che Teheran era sul punto di reagire alla violazione del cessate il fuoco, ma ha deciso di non farlo dopo la mediazione del Pakistan. A riportarlo è Iran International. Khatibzadeh ha poi confermato che la delegazione iraniana sarà presente a Islamabad per il primo round di colloqui per la pace.
Al Jazeera: «Il Libano chiede colloqui diretti con Israele» – Secondo i corrispondenti di Al Jazeera in Libano, il governo di Beirut avrebbe richiesto colloqui diretti con Israele all'indomani dei raid che hanno provocato almeno 200 morti e più di 1.000 feriti.
«Teheran consentirà il passaggio a non più di 15 navi al giorno a Hormuz» – L'Iran consentirà il transito di non più di 15 navi al giorno attraverso lo Stretto di Hormuz, in base all'accordo di cessate il fuoco stipulato con gli Stati Uniti. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale russa TASS, citando una fonte iraniana di alto livello rimasta anonima. Lo Stretto, una striscia di mare larga solo 34 km tra l'Iran e l'Oman, collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano ed è la principale via di transito per circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e di altri beni vitali, tra cui i fertilizzanti.
Ghalibaf: «Basta attacchi al Libano o la risposta sarà forte» – Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che sarà a Islamabad per i negoziati con gli Usa, avverte che «le violazioni del cessate il fuoco porteranno a costi e a forti risposte» e invita a «smettere immediatamente» con gli attacchi al Libano. «Il Libano e l'intero Asse della Resistenza, in quanto alleati dell'Iran, costituiscono parte integrante del cessate il fuoco», afferma, citando il premier pakistano Sharif che ha chiarito che lo stop agli attacchi al Libano fa parte degli accordi.
Trump: «Forze Usa restano schierate vicino all’Iran» – Washington fa sapere che tutte le forze armate americane rimarranno "schierate" vicino all'Iran "fino al raggiungimento di un vero accordo". Lo ha scritto Trump su Truth. "Se ciò non dovesse accadere, inizieranno gli scontri a fuoco, più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima", ha aggiunto seppur escludendo l'opzione nucleare. Chiuso lo Stretto di Hormuz, solo quattro navi adibite al trasporto di carichi secchi sono riuscite ad attraversarlo, dopo i raid israeliani sul Libano che per l'Onu sono un grave pericolo per la tenuta della tregua.
(Unioneonline)
