Vanno a vuoto i primi negoziati tra Iran e Stati Uniti avviati ieri a Islamabad, in Pakistan, nel tentativo di trovare un accordo per la pace in Medio Oriente.

Da Teheran affermano che «nessuno si aspettava» che gli Usa e l'Iran raggiungessero un accordo già dal primo round di negoziati. «Era evidente fin dall'inizio che non dovevamo aspettarci di raggiungere un accordo in una sola sessione. Nessuno se lo aspettava», ha dichiarato Esmaeil Baqaei, portavoce della diplomazia iraniana alla televisione di Stato. Il portavoce del ministero degli Esteri si è detto «certo che i nostri contatti con il Pakistan, così come con gli altri nostri amici nella regione, proseguiranno».

«Siamo stati piuttosto flessibili, ma non siamo riusciti a compiere progressi». Questa invece la posizione espressa dal vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance al termine dei colloqui secondo quanto riferito da Al Jazeera. «Non siamo riusciti a raggiungere una situazione in cui gli iraniani fossero disposti ad accettare le nostre condizioni. Penso che siamo stati piuttosto flessibili, siamo stati piuttosto accomodanti», ha detto.

Il ministro degli Esteri pakistano ha ribadito che nonostante il mancato accordo Washington e Teheran devono rispettare l'accordo di cessate il fuoco. «È imperativo che le parti continuino a rispettare il loro impegno al cessate il fuoco», ha affermato Ishaq Dar, il cui governo ha ospitato i colloqui e ha agito da mediatore. "Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per facilitare il coinvolgimento e il dialogo tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America nei giorni a venire».

Le notizie di domenica 12 aprile:

Capo Marina Iran: «Ridicole le minacce di Trump di bloccare Hormuz»

Il capo della Marina iraniana ha dichiarato che le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, che vuole imporre un blocco dello Stretto di Hormuz, sono "ridicole", in seguito al fallimento dei negoziati tra le due parti. "I valorosi uomini della forza navale (...) stanno monitorando e controllando tutti i movimenti statunitensi" nella regione, ha affermato Shahram Irani, citato dalla televisione di stato iraniana. "Le minacce del presidente degli Stati Uniti di imporre un blocco marittimo contro l'Iran (...) sono completamente ridicole e divertenti".

Ghalibaf: «Non ci piegheremo ad alcuna minaccia»

Il presidente del parlamento iraniano, a capo dei negoziati con gli Usa in Pakistan, ha dichiarato che Teheran non cederà alle minacce dopo che Donald Trump ha ordinato un blocco navale dello strategico Stretto di Hormuz. "Se combattono, combatteremo, e se si presenteranno con la logica, risponderemo con la logica. Non ci piegheremo ad alcuna minaccia, che mettano alla prova la nostra volontà ancora una volta, così da poter dare loro una lezione più grande", ha detto Mohammad Bagher Ghalibaf ai giornalisti dopo essere tornato a Teheran da Islamabad, secondo quanto riportato da diverse agenzie di stampa iraniane.

Gb non sarà coinvolta nel blocco dello stretto di Hormuz 

Il Regno Unito non sarà coinvolto in un eventuale blocco di Hormuz. Lo riporta Sky News Uk citando un portavoce del governo. "Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l'apertura dello Stretto di Hormuz, urgentemente necessaria per sostenere l'economia globale e il costo della vita in patria. Lo Stretto di Hormuz non deve essere soggetto a pedaggi", ha detto il portavoce. "Stiamo lavorando con urgenza con la Francia e altri partner per formare un'ampia coalizione a tutela della libertà di navigazione". Trump aveva dichiarato che Londra avrebbe inviato dragamine per contribuire alle operazioni di bonifica dello stretto. 

Carri armati Idf speronano mezzi italiani di Unifil: nessun ferito

In due occasioni oggi, soldati delle Forze di difesa israeliane hanno speronato veicoli italiani dell'Unifil con un carro armato Merkava, in un caso causando danni significativi. I soldati avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per accedere alle posizioni dell'Unifil. Non ci sarebbero feriti.

Premier Pakistan: «I negoziati non sono morti, c'è uno stallo»

«I colloqui non sono falliti. Siamo in una fase di stallo». Lo ha dichiarato il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif, che ha ospitato i negoziati di ieri a Islamabad, intervenendo al programma 'Face the Nation' della Cbs. Lo riporta il New York Times nel suo live blog sulla crisi iraniana. 

Trump avverte la Cina: «Dazi al 50% se invierà armi all'Iran»

Donald Trump ha avvertito la Cina che imporrà dazi del 50% se invierà armi all'Iran. Si tratta del secondo avvertimento del tycoon in due giorni a Pechino.

Iran schiera forze speciali della Marina sulla costa sud

I media statali iraniani hanno affermato che il Paese ha schierato forze speciali della Marina lungo la sua costa meridionale, segnalando i preparativi per una potenziale invasione terrestre da parte delle forze statunitensi, dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui l'agenzia di stampa statale iraniana Student News Network ha pubblicato immagini di soldati in mimetica schierati vicino a una costa sabbiosa per "contrastare qualsiasi possibile infiltrazione nemica nel territorio del Paese". 

Washington ha ordinato l'invio di migliaia di Marines e paracadutisti in Medio Oriente, con ulteriori dispiegamenti previsti dopo l'inizio del cessate il fuoco di due settimane con l'Iran. Sebbene il presidente Trump non abbia dichiarato di voler inviare truppe di terra, questi dispiegamenti darebbero agli Stati Uniti maggiori opzioni per assalti o incursioni terrestri e hanno innescato i preparativi in Iran, che nelle ultime settimane ha rafforzato le difese aeree, posizionato mine e allestito bunker sulle isole lungo la sua costa.

Trump: «Altri Paesi saranno coinvolti nel blocco navale dello stretto di Hormuz»

«Altri Paesi saranno coinvolti nel blocco navale dello stretto di Hormuz». Lo ha scritto Donald Trump su Truth senza precisare quali. «A un certo punto – ha continuato – giungeremo a una condizione in cui a tutti è consentito entrare e a tutti è consentito uscire. Tuttavia, l'Iran ha impedito che ciò accadesse». «Questa è un'estorsione a livello mondiale e i leader delle nazioni - in particolare quelli degli Stati Uniti - non si lasceranno mai estorcere», ha detto il presidente riferendosi alla minaccia di Teheran di aver piazzato mine nello stretto.

Trump: «Inizieremo a far saltare le mine nello stretto di Hormuz»

«Inizieremo a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi o contro imbarcazioni pacifiche verrà fatto saltare in aria». Lo ha scritto Donald Trump su Truth.

Trump annuncia: «Blocco navale Usa immediato dello stretto di Hormuz»

Donald Trump ha annunciato su Truth il blocco "con effetto immediato" di tutte le navi da e per lo stretto di Hormzu dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan. «Ho ordinato alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia versato un pedaggio all'Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare», ha annunciato.

L'intera squadra negoziale statunitense ha lasciato Islamabad

Nessun membro della delegazione negoziale statunitense è rimasto in Pakistan dopo la conclusione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, ha dichiarato oggi un funzionario americano alla stampa al seguito del vicepresidente J.D. Vance. Lo scrive Cnn, secondo cui il fatto che nessun membro della delegazione, inclusi l'inviato speciale Steve Witkoff, Jared Kushner e i team tecnici, sia rimasto nella capitale pakistana sottolinea che non ci sarà un'immediata ripresa dei negoziati diretti, nemmeno a livello tecnico.

Ghalibaf: «Gli Usa non hanno conquistato la nostra fiducia»

«La controparte non è riuscita a conquistare la fiducia della delegazione iraniana in questo ciclo di negoziati». Lo dichiara Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, su X.

A Islamabad vengono rimossi i cartelloni sui colloqui di pace

Nella capitale pachistana vengono rimossi i cartelloni con la scritta "Islamabad Peace Talks" ("Colloqui di pace di Islamabad"): lo riportano la Bbc e il New York Times.

Trump e l’ipotesi del blocco navale per danneggiare l’Iran

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha ripostato sul suo social Truth un articolo che suggerisce come gli Usa potrebbero attuare un "blocco navale" nel golfo Persico per danneggiare gli interessi economici dell'Iran, in caso di un mancato accordo Washington-Teheran. Il post, pubblicato dal media online Just the News, si intitola: «La carta vincente che il presidente ha se l'Iran non cede: un blocco navale». Trump l'ha ripostato sul suo account Truth alle 6:16 di stamattina, praticamente in concomitanza con le notizie in arrivo da Islamabad, annunciate direttamente dal suo vice JD Vance, secondo cui i negoziati in corso con l'Iran erano falliti. L'articolo suggerisce che la strategia del blocco navale, già adottata nel caso del Venezuela, potrebbe "soffocare un'economia iraniana già instabile e aumentare la pressione diplomatica su Cina e India, tagliandole fuori da una delle loro principali fonti di petrolio". Il pezzo cita "alcuni esperti secondo cui «Trump potrebbe semplicemente "superare” il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz con un blocco ancora più efficace».

(Unioneonline)

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