Si celebra oggi, 25 aprile, la Giornata mondiale contro la Malaria.

E l'Unicef, assieme alla Roll Back Malaria Partnership, ricorda che ancora oggi nel mondo muore un bambino ogni due minuti a causa di quella che è una malattia prevenibile e curabile e che tuttavia mette a rischio metà della popolazione mondiale.

Nel 2016 sono quasi 300mila i bambini sotto i 5 anni morti per malaria, a una media esorbitante di 800 al giorno.

Alle spalle di polmonite e diarrea la malaria è la terza malattia per numero di morti causati tra i bambini in età compresa fra i cinque mesi e un anno.

Sierra Leone, una donna con il suo bambino

Eppure di progressi ne sono stati compiuti: dal 2000 ad oggi le vittime sono diminuite di oltre la metà, mettendo così in salvo quasi 7 milioni di bimbi. Dal 2010 inoltre, 7 Paesi sono stati dichiarati dall'Oms liberi dalla malattia: si tratta di Armenia, Kyrgyzstan, Maldive, Marocco, Sri Lanka, Turkmenistan e Emirati Arabi Uniti. Tanti altri, tra cui Algeria, Argentina, Paraguay e Uzbekistan, sono sulla buona strada.

Eppure ora ci ritroviamo di fronte a un bivio, perché i finanziamenti - e con essi i progressi - si sono fermati. Nel 2016 infatti, per la prima volta in 10 anni, i casi di malaria sono tornati ad aumentare: 216 milioni di casi, 5 in più rispetto all'anno precedente.

Sono 445mila le vittime in totale del 2016, quasi tutte in Africa (91%): 290mila sono bimbi sotto i 5 anni

Il Paese con più morti (il 27% dei casi a livello mondiale) è la Nigeria.

Recentemente si è parlato di malaria anche in Italia, dove è morta una bimba di 4 anni (Sofia Zago), contagiata nell'ospedale di Trento dove c'era una famiglia appena tornata dal Burkina Faso con i sintomi della malattia.

(Unioneonline/L)

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