Caos nei cieli in Gran Bretagna, oltre 2000 voli cancellati: ritardi anche a Olbia
Prosegue la coda dei disagi per i passeggeri dopo lo stop ai decolli delle ultime ore, oggi la ministra britannica in parlamento per relazionare e confermare l’esclusione del cyberattaccoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Monta la polemica per le conseguenze del guasto tecnico, non il primo del genere, che ieri ha mandato in tilt il sistema informatico di controllo del traffico aereo britannico creando il caos in diversi aeroporti, inclusi quelli londinesi di Heathrow e Gatwick, con la cancellazione di circa duemila voli: in Sardegna i disagi si sono fatti sentire all’aeroporto di Olbia, dove anche questa mattina viene registrato ancora qualche ritardo in alcuni collegamenti con la Gran Bretagna.
Quanto alle cause nel mirino ci sono i vertici dell'agenzia di settore, National Air Traffic Services (Nats), già nell’occhio del ciclone per precedenti emergenze legate a negligenze e inefficienze tecniche. Alcuni vettori, fra cui Ryanair, sono tornati a chiedere le dimissioni del direttore, Martin Rolfe, il quale si è scusato per l'accaduto e per i tempi di ritorno alla normalità "più lunghi di quanto avessimo sperato", ma ha per ora escluso un passo indietro.
Sui media emergono intanto rivelazioni imbarazzanti sulla gestione dell'incidente, come quella relativa alla necessità di coinvolgere un ingegnere capo non in turno il quale - impossibilitato a risolvere le cose da remoto - ha impiegato 3 ore a raggiungere il posto di lavoro a causa del traffico e della distanza.
Heidi Alexander, ministra dei Trasporti nel governo Burnham, ha convocato Rolfe, mentre più tardi aggiornerà il Parlamento: dove - anticipa la Bbc - dovrebbe fra l'altro escludere "categoricamente" in modo formale ogni timore di cyberattacco dietro l'intoppo, ipotesi peraltro mai avanzata fin dall'inizio.
(Unioneonline/v.l.)
