Tetto agli stranieri in classe, la stretta del 30% solo per chi non parla l'italiano. Verso le deroghe
Valditara: «14 milioni per il potenziamento della lingua». Giovedì il consiglio dei ministri(Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si concentrerà solo sugli alunni che non conoscono affatto l'Italiano, non riescono per esempio a capire quello che l'insegnante spiega in classe né a fare domande al professore, quindi principalmente sugli studenti di cittadinanza non comunitaria appena arrivati, il decreto atteso per giovedì in Consiglio dei ministri che prevederà il tetto del 30% di stranieri in classe. Il provvedimento non si applicherà a chi ha frequentato le scuole dell'infanzia o chi è stato nella scuola italiana con buoni profitti. E prevederà deroghe in tutte quelle zone in cui è molto alta la concentrazione di immigrati o è difficile trovare altre scuole nelle vicinanze.
E laddove non fosse possibile inserire lo studente in una scuola di prossimità, il governo ha deciso di stanziare 14 milioni di euro a regime per potenziare l'insegnamento dell'italiano, come ha spiegato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara al Tg1. Questi fondi serviranno «proprio per potenziare l'insegnamento e la personalizzazione dell'insegnamento dell'italiano a quei ragazzi che si troveranno comunque in contesti più complessi», ha detto Valditara. Il provvedimento vieta poi di indossare il burqa e il niqab a scuola (secondo alcune stime sarebbero non più di 500-600 studentesse che lo portano), corsi obbligatori di italiano per i genitori migranti degli studenti che faticano con la lingua, e riguarderà anche gli studenti con passaporto europeo che hanno difficoltà con l'italiano.
Inoltre è probabile che il documento preveda anche altre novità per le scuole come il cambio di nome da istituti tecnici a licei. Le classi con più del 20% di studenti stranieri neoarrivati che non conoscono l'italiano sono poco meno di mille, per lo più alle elementari. Valditara, che oggi in una intervista al Corriere della Sera si è detto preoccupato per il fenomeno del “white flight”, che porta molti genitori a spostare i propri figli dalle scuole ad alta percentuale di immigrazione, in serata ha replicato a chi tra le opposizioni lo ha definito “razzista”: «Situazioni di questo tipo preludono al ritorno a derive di ghettizzazione e di segregazione stile Alabama anni 50. Non credo che politicanti di tale malafede o ignoranza siano degni di rappresentare gli italiani».
(Unioneonline)
