La Procura di Verona ha aperto un fascicolo a carico dei tre comandanti dei carabinieri responsabili dell'operazione di sgombero nel casolare dei fratelli Ramponi a Castel D'Azzano, nel Veronese, dove il 14 ottobre 2025 morirono tre militari in un'esplosione.

Il comandante della compagnia di Villafranca Vincenzo Spataro, il tenente colonnello Antonio Sframeli, allora comandante del reparto operativo, e il colonnello Claudio Papagno, comandante provinciale dei carabinieri di Verona, sono accusati di omicidio colposo plurimo.

I tre carabinieri sono sottoposti anche a un procedimento disciplinare aperto dalla Procura generale per una presunta negligenza nella pianificazione e nella gestione del blitz nel casolare dei Ramponi.

Nella prima udienza davanti a una Commissione di disciplina, che si è tenuta questa mattina, i difensori hanno chiesto la sospensione del procedimento proprio perché hanno saputo dell'inchiesta della Procura veronese. Un'istanza alla quale si è opposta la Procura Generale e sulla quale il presidente del collegio si è riservato. Il procedimento è stato rinviato al prossimo 15 gennaio.

Lunedì scorso, invece, si è aperto davanti alla Corte d'Assise di Verona il processo per strage a carico dei fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi.

I carabinieri si erano recati nel casolare di proprietà dei Ramponi per eseguire una perquisizione prima dell'operazione di sfratto, ma l'ambiente era stato saturato di gas e riempito di bombole e bottiglie molotov. Stando a quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata Maria Luisa a innescare la deflagrazione lanciando un accendino sul pavimento cosparso di benzina. Già l'anno precedente, in più occasioni i fratelli Ramponi avevano tentato di impedire lo sfratto della loro cascina, barricandosi sul tetto e minacciando di far saltare in aria la struttura.

(Unioneonline)

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