Auto, targhe personalizzate a 600 euro. Meloni: «Ci si potrà sbizzarrire»
Saranno uguali alle attuali, con combinazioni di 22 lettere e 3 caratteri numerici centrali. Ma l’iter deve essere completatoLa premier Giorgia Meloni, presentando ieri la prossima Manovra, ha annunciato «la possibilità, per chi se ne vorrà avvalere, di avere delle targhe auto personalizzate: ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo». «E qualcosa mi dice - ha proseguito Meloni - che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere».
Le targhe personalizzate saranno uguali alle attuali, con combinazioni di 22 lettere ammesse e di 3 caratteri numerici centrali.
La recente riforma del Codice della Strada ne sblocca infatti l'introduzione in Italia, anche se non sono prenotabili da subito. Il testo del nuovo codice dovrà infatti concludere l'iter parlamentare e ricevere i pareri degli organi competenti (Consiglio di Stato, Conferenza Unificata) per la pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale. Questo è previsto nella primavera del prossimo anno.
L'entrata in vigore formale della normativa è prevista per il primo gennaio del 2028, ma successivamente a questo step, la Motorizzazione Civile dovrà emanare i regolamenti attuativi specifici e aggiornare i propri sistemi informatici e il Portale targhe personalizzate.
Come indicato nel nuovo testo del CdS i prezzi variano a seconda del mezzo. Per le auto avranno un costo totale (targa anteriore e posteriore) di 600 euro.
Questa cifra include 500 euro corrisposti all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la produzione fisica e 100 euro di maggiorazione destinati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
Per i motoveicoli si scende a 360 euro. I 600 o i 350 euro rappresentano la tariffa per la scelta della combinazione e la produzione delle targhe, a cui andranno comunque sommati i normali costi delle pratiche di immatricolazione. Le nuove targhe “on demand” - viene precisato dalla normativa - potranno solo avere la struttura standard. Stile del font, dimensioni delle targhe, posizioni e colori (sfondo bianco con caratteri neri e bande blu laterali) rimarranno identici a quelli oggi in vigore e coordinati con le norme europee. Tenendo conto che oggi si è arrivati alla lettera iniziale H e che durerà presumibilmente fino al 2028 (quando arriverà la J) saranno vietate combinazioni di lettere e numeri già assegnate. Ma si potranno usare targhe utilizzate dal 28 febbraio 1994 fino ad oggi e poi divenute “libere”. La targa resterà legata al veicolo e non alla persona. E durerà dunque fino alla sua demolizione, per cui potrebbe generarsi - come già avviene nel Regno Unito - un mercato parallelo di auto usate “griffate”.
Da sapere anche che in caso di furto o smarrimento della targa personalizzata, è comunque prevista la possibilità di richiederne un duplicato con la medesima combinazione. La combinazione, partendo dunque dalla lettera J in poi, non sarà libera al 100%. Infatti resteranno escluse lettere storicamente vietate (come I, O, Q e U) che possono confondere la lettura. Ed anche lettere accentate o straniere: Non è possibile utilizzare caratteri come Ç, Ñ, Ö, Ü o simboli speciali. La creatività - citata dalla premier Meloni - si potrà dunque sbizzarrire utilizzando le restanti 22 lettere comprese X, Y, W, K, J, che sono ammesse. Lo schema sarà dunque quello fisso di 7 caratteri (AA 000 AA) con numeri centrali da 0 a 9.
(Unioneonline)