Legge elettorale, la maggioranza va sotto di un voto: bocciato l’emendamento sulle preferenze
Caccia ai trenta franchi tiratori. L’opposizione: «Meloni sfiduciata, si torni alle urne». L’esame degli emendamenti prosegue a oltranza, nella notteIl risultato del voto alla Camera (Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'Aula della Camera ha respinto, a voto segreto, con 188 no contro 187 sì, l'emendamento della maggioranza per le preferenze nella proposta di legge per la riforma elettorale. Il tutto dopo che Governo e Commissione avevano espresso parere favorevole alla proposta di modifica.
La proposta di modifica respinta era stata presentata ieri da Fratelli d’Italia, Nm e Udc e, nel corso della giornata di oggi, Lega e Forza Italia avevano annunciato di aderire all'emendamento. Anche Futuro Nazionale aveva annunciato il proprio sì.
L'emendamento puntava a introdurre la possibilità di preferenza (in alternanza di genere), in una scheda elettorale con 7 nomi e capolista “bloccato”.
Una trentina i franchi tiratori che hanno “tradito” la maggioranza. L’opposizione, dopo il voto a Montecitorio, attacca: «Giorgia Meloni è sfiduciata, si torni al voto». Ma la premier commenta sui social: «Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude». Aggiungendo: «Serve una riflessione». Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro degli Esteri Antonio Tajani, numero uno di Forza Italia: «È stato un incidente di percorso, non sarebbe dovuto accadere, bisognerà riflettere. Non era un tema fondamentale, non era la fiducia al governo. Si va avanti».
Ma, come detto, il centrosinistra incalza. «È il momento di tornare a casa e di dare al paese un governo in grado di risolvere i problemi degli italiani. Prendete atto del fallimento e andate a casa», ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein.
«Ci sono momenti in cui quando si ha un alto incarico di Governo bisogna anche assumersi la responsabilità delle proprie decisioni», ha detto in aula il leader M5S, Giuseppe Conte, chiedendo ufficialmente l’apertura della «crisi di Governo».
«Questa legge elettorale mi pare finita, ma è del tutto evidente che questo voto dice ben oltre la legge elettorale. Meloni tragga le sue conclusioni», il commento del leader di Avs Nicola Fratoianni.
E Matteo Renzi, leader di Italia Viva: «Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo».
Dopo lo stop ai lavori e la riunione dei capigruppo, le votazioni sugli emendamenti sono ricominciate dopo le 21.15. «Il testo è quello uscito dalla commissione, non c'è nessun impedimento strutturale per non proseguire e anche il presidente Fontana ha ribadito che dal punto di vista della struttura del provvedimento, non ci sono impedimenti perché si vada avanti. Le opposizioni hanno chiesto di sospendere l'esame ma noi riteniamo di proseguire», ha spiegato il presidente dei deputati di Forza Italia alla Camera.
Ma si è proseguito per poco perché è scoppiato il caos e diversi deputati di opposizione hanno chiesto al presidente di turno Mulè di sospendere i lavori per l'irregolare condotta dei vannacciani, che si sono filmati in Aula durante il voto segreto. Mulè, dopo aver varie volte richiamato all'ordine, ha sospeso la seduta.
(Unioneonline/l.f.)
