L'Aula della Camera ha respinto, a voto segreto, con 188 no contro 187 sì, l'emendamento della maggioranza per le preferenze nella proposta di legge per la riforma elettorale. Il tutto dopo che Governo e Commissione avevano espresso parere favorevole alla proposta di modifica. 

La proposta di modifica respinta era stata presentata ieri da Fratelli d’Italia, Nm e Udc e, nel corso della giornata di oggi, Lega e Forza Italia avevano annunciato di aderire all'emendamento. Anche Futuro Nazionale aveva annunciato il proprio sì.

L'emendamento puntava a introdurre la possibilità di preferenza (in alternanza di genere), in una scheda elettorale con 7 nomi e capolista “bloccato”. 

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«È il momento di tornare a casa e di dare al paese un governo in grado di risolvere i problemi degli italiani. Prendete atto del fallimento e andate a casa», ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein.

«Ci sono momenti in cui quando si ha un alto incarico di Governo bisogna anche assumersi la responsabilità delle proprie decisioni», ha detto in aula il leader M5S, Giuseppe Conte, chiedendo ufficialmente l’apertura della «crisi di Governo».

«Questa legge elettorale mi pare finita, ma è del tutto evidente che questo voto dice ben oltre la legge elettorale. Meloni tragga le sue conclusioni», il commento del leader di Avs Nicola Fratoianni

Sponda centrodestra, il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami ha affermato: «Altri non hanno presentato neanche un emendamento sulle preferenze e questo vuol dire prendere in giro gli italiani. Noi ci mettiamo la faccia, voi ci mettete qualcos'altro. Voi siete l'esempio di vigliaccheria incapaci di agire a viso aperto. La differenza è tra chi si assume le responsabilità e chi si nasconde».

(Unioneonline/l.f.)

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