«È una ciociara, in senso dispregiativo»: ira di Meloni sul consigliere Pd di Pontedera
La premier: «Insultano in un colpo solo mezzo milione di italiani. Per me essere definita così è un orgoglio». I dem: «Un lapsus, voleva dire caciarona»Giorgia Meloni e Floriano Della Bella (ANSA/FACEBOOK)
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Ha definito Giorgia Meloni «veramente una ciociara, nella maniera più dispregiativa», in un dibattito al Consiglio comunale di Pontedera. Per questo un consigliere del Pd, Floriano Della Bella, è finito al centro di una polemica rimbalzata fino a Roma. «Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro. Viva la Ciociaria!», la reazione della premier.
Anche i dem di Frosinone hanno sollecitato il collega di partito a fare mea culpa, e quelli di Pontedera si sono scusati, assicurando però che si è trattato di «un lapsus» in cui il consigliere «ha pronunciato 'ciociara' anziché 'caciarona'».
A diciannove anni dall'espressione «semipresidenzialismo ciociaro» usata da Massimo D'Alema per attaccare il centrodestra in commissione bicamerale dopo la rottura del 'patto della crostata' con Silvio Berlusconi, torna nelle cronache politiche un riferimento dispregiativo al territorio del Lazio meridionale. Tutto nasce da una seduta del Consiglio comunale del paese in provincia di Pisa, il 30 settembre. «Si discuteva una mozione sulla libertà e l'autodeterminazione delle donne e sulla promozione di una cultura del rispetto e della parità», spiegano dal Pd locale, sottolineando il voto contrario di FdI.
Sia lui sia Della Bella sono stati ripresi dal presidente del Consiglio comunale, Marco Salvadori, anche lui del Pd. Dopo giorni di schermaglie a livello locale, la polemica fa un salto di qualità e il video diventa virale.
«Borgatara, pesciarola, ortolana. E poi tanto altro: 'regina di Coattonia', 'vacca', 'rana dalla bocca larga', 'str****'. E così via. In questi anni - scrive Meloni sui social - ho ricevuto epiteti di ogni tipo. Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini. Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia». Secondo la premier, «per questi signori, essere 'ciociari' è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale». Si dice «orgogliosa di essere definita ciociara. Perché - continua - la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia». Il Pd di Pontedera, però, respinge le accuse: «Trasformare un lapsus in uno scandalo e distogliere l'attenzione dalle questioni di sostanza non rende un buon servizio alla politica, né alla qualità del confronto pubblico».
(Unioneonline)
