Sindacati contro l'azienda Sassari Ambiente Scarl, responsabile del servizio igiene urbana. Nella giornata di oggi, al termine dell'assemblea dei lavoratori, i segretari territoriali e gli Rsu di Fit Cisl, Fp Cgil, Uil e Fiadel, hanno aperto la «procedura di raffreddamento» dei conflitti.

A giustificare la mossa sono, riportano in in comunicato, le «numerose e persistenti problematiche che continuano a caratterizzare il servizio e le condizioni di lavoro degli operatori».

Le sigle sindacali lamentano che, nonostante le promesse, la maggior parte degli accordi presi con l'azienda «non risultano essere attuati».

«Tra le principali criticità - scrivono - segnaliamo anzitutto la grave carenza di mezzi operativi e il fatto che i veicoli attualmente in servizio risultano in molti casi obsoleti e non idonei a garantire adeguati standard di sicurezza per gli operatori, situazione che espone quotidianamente il personale a rischi che non possono essere ulteriormente sottovalutati e richiede interventi immediati e concreti».

Vengono poi definite «inaccettabili» le condizioni dei locali destinati a spogliatoi e servizi igienici. «Le strutture attualmente utilizzate dai lavoratori - denunciano- sono del tutto inadeguate rispetto ai requisiti minimi di decoro, igiene e sicurezza e necessitano di un completo rifacimento e ammodernamento».

Si rimarcano anche ritardi nella consegna del vestiario e delle calzature estive previste per il personale e, per questo motivo, «i lavoratori sono costretti a svolgere le proprie mansioni durante il periodo estivo senza le dotazioni adeguate previste dalla normativa e dai regolamenti aziendali».

Un'altra criticità è rappresentata dalla «pubblicazione dei turni di servizio soltanto il giorno precedente alla loro effettiva esecuzione, compresi i servizi pomeridiani e quelli domenicali e festivi».

«Una modalità - sottolineano - che impedisce ai lavoratori qualsiasi programmazione della propria vita privata e familiare e che non risponde ai principi di una corretta organizzazione del lavoro».

Secondo i sindacati i carichi di lavoro sono troppo pesanti e in continuo aumento, conseguenza del fatto «che l’azienda ancora non si è attivata per la sostituzione degli operatori in ferie estive, facendo ricorso a continuo straordinario da parte dei lavoratori».

Infine si chiede l’aggiornamento e il rispetto delle graduatorie già esistenti per i vari cambi di mansione o zone di lavoro. Intanto si chiama in causa il Comune, che ha in dato in gestione il servizio Ambiente, e si avverte che, se non si avranno risposte concrete, si procederà a indicare la data dello sciopero.

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