Terralba, la minoranza chiede chiarezza sui divieti di utilizzo dell’acqua
Interpellanza al sindaco Sandro PiliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Facendo seguito al recente divieto di utilizzo dell’acqua pubblica per uso potabile e alimentare del 4 agosto e revocato tre giorni dopo, il gruppo consiliare Insieme per Terralba ha depositato un’interpellanza rivolta al sindaco Sandro Pili per ottenere risposte chiare sulla gestione dell’emergenza. L’episodio, scaturito da una comunicazione della Asl che segnalava la non conformità dei parametri dell’acqua, segue un caso analogo verificatosi il 30 aprile nella frazione di Tanca Marchese. I consiglieri Maria Cristina Manca, Alessandro Murtas, Sebastiana Floris e Gabriele Espis pongono l’accento su diversi punti critici. Manca contesta l’uso quasi esclusivo dei canali digitali per diffondere l’ordinanza: «Perché non sono stati attivati mezzi capillari come l’auto della polizia locale con altoparlante? Gran parte della popolazione è anziana e priva di internet». Murtas chiede invece chiarimenti «sui rapporti con Abbanoa e Asl, sulla tempestività delle comunicazioni e sulla frequenza dei monitoraggi dell’acqua nei giorni precedenti l’emergenza». Floris sollecita « risposte sulle cause della carica batterica e sugli interventi tecnici adottati per evitare nuovi episodi, ricordando il precedente di Tanca Marchese». Il gruppo chiede inoltre verifiche sulla pressione minima della rete e attenzione verso i cittadini costretti a sostenere spese elevate per svuotamento, sanificazione e riempimento di serbatoi e cisterne. «Quando si parla di salute pubblica - evidenzia Espis - l’informazione deve raggiungere ogni cittadino. È diritto dei terralbesi sapere cosa ha causato la presenza di coliformi, quali garanzie ci siano per il futuro e come l’ amministrazione intenda tutelarli».
