Triei, lacrime e sudore il giorno dopo l'incendio. La sindaca: «Ci risolleveremo»
Bruciati circa 50 ettari di territorio. Volontari e forze dell’antincendio hanno lottato per sei ore contro le fiammePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La chiesetta di Sant’Antonio di Padova, nel cuore del parco di Mullò, è l’anima identitaria di Triei. Si è salvata dalle fiamme per poche decine di metri. Alcuni volontari, che venerdì hanno prestato supporto alla macchina antincendio sul fronte del fuoco, sono arrivati con le cisterne sui rimorchi dei trattori per domare le fiamme che avanzavano verso l’antica chiesa adagiata su una sommità, circondata da una ridente macchia mediterranea.
«È stato un miracolo», dicono in tanti. Lo afferma anche la sindaca, Anna Assunta Chironi, che dà merito a tutte le forze in campo. «Forestale, Forestas, Vigili del fuoco, Protezione civile, forze dell’ordine, flotta aerea e Prefettura. In più il ringraziamento lo estendiamo ai volontari, che pur in una situazione di grosso pericolo non si sono tirati indietro. La chiesetta di Mullò è un’icona della nostra identità e forse è stato un segno divino che le fiamme non l’abbiano raggiunta. Tra due settimane ci sarà la festa».
Cinquanta ettari di terreno sono stati bruciati. La conta dei danni è già iniziata, ma è prestato anche per abbozzare una stima. Senz’altro il territorio è sfregiato. «Ma ci risolleveremo», promette Chironi. Diverse case coloniche sono state intaccate dalle fiamme, gli impianti irrigui squagliati dal fuoco, che ha attraversato i campi ed è stato domato dopo sei ore di lotta serrata, mentre i danni più ingenti li hanno subiti vigneti e uliveti.
