Forte delle 500mila presenze registrate e dei 30 anni dal primo evento come "Cortes Apertas", Autunno in Barbagia - che quest'anno spegne le 25 candeline con questa denominazione - è ormai una manifestazione matura che consente ai paesi dell'interno della Sardegna di animarsi nei mesi di spalla della stagione balneare, registrando numeri da record anche per le imprese del territorio.

L'edizione 2026, sotto il claim "Il gusto antico dell'ospitalità", si svolgerà dal 5 settembre al 13 dicembre attraversando 33 paesi in 32 comuni (Nuoro è presente anche con Lollove), mostrando, ogni fine settimana, le eccellenze dei paesi barbaricini e offrendo ai visitatori un'immersione autentica tra saperi antichi, arte, cultura e paesaggi.

In questa speciale edizione, particolare attenzione sarà dedicata alle produzioni artigianali e agroalimentari, grazie a un percorso promosso da Aspen (azienda speciale della Camera di commercio di Nuoro) che punta a valorizzare le eccellenze dei singoli territori.

Accanto ai gazebo dedicati alle dimostrazioni artigianali, sarà inoltre presente un gazebo informativo dedicato alla candidatura di Sos Enattos a ospitare Einstein Telescope.

«Autunno in Barbagia vive della partecipazione delle comunità e della capacità dei territori di trasformare il proprio patrimonio in racconto, accoglienza e opportunità - dichiara il presidente di Aspen, Roberto Cadeddu -. Per questo, anche nell'edizione 2026, abbiamo scelto di dare continuità e nuovo impulso al percorso dedicato alle produzioni artigianali e agroalimentari».

Per l'assessore del Turismo, Franco Cuccureddu «Autunno in Barbagia è un tassello prezioso della strategia turistica regionale perché rafforza l'attrattività della Sardegna nei mesi autunnali e valorizza il patrimonio culturale, produttivo e paesaggistico delle aree interne. La venticinquesima edizione conferma la maturità di una manifestazione che ha saputo costruire, nel tempo, un modello di turismo diffuso, esperienziale e sostenibile, capace di generare ricadute economiche nei territori e di ampliare il racconto dell'Isola oltre la dimensione balneare».

(Unioneonline/A.D)

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