Un’ingiunzione fiscale firmata da Abbanoa. Una sorta di maxi bolletta da quasi 22mila euro è stata notificata al condominio Maestrale di Macomer: il Tribunale civile di Oristano però ha ritenuto illegittima l’ingiunzione, il credito quindi è insussistente.

Tutto inizia due anni fa quando Abbanoa emette un’ingiunzione di pagamento nei confronti del condominio di via Leonardo da Vinci, richiedendo oltre 21.863,79 euro per consumi idrici riferiti a un arco temporale di circa sedici anni.

Il condominio, assistito dall’avvocata Rossella Oppo ha proposto opposizione evidenziando il malfunzionamento del contatore (sostituito solo nel 2016), la mancata lettura periodica del contatore per oltre quindici anni, la tardiva fatturazione e la sproporzionata applicazione delle tariffe basata su un numero inferiore di alloggi.

Il gestore idrico avrebbe applicato le tariffe di un’utenza standard (un nucleo di 3 persone) all’intero complesso composto da 16 appartamenti. «Nel periodo tra fine 2020 e metà 2021, a fronte di un consumo reale di 616 metri cubi, solo il 7% è stato calcolato a tariffa agevolata – si legge nel ricorso - Il resto dei consumi è stato spinto verso le fasce di eccedenza massima, superando il costo di 4 euro al metro cubo».

Secondo i calcoli del condominio, invece Abbanoa avrebbe dovuto riconoscere al complesso un totale di 1.120 metri cubi all’anno a tariffa agevolata.

Alla fine il giudice Andrea Vigorito ha accolto il ricorso presentato dal condominio sottolineando che Abbanoa è autorizzata esclusivamente alla riscossione coattiva mediante ruolo, l’ingiunzione fiscale è funzionale a tale procedura, inoltre parte del credito ormai è prescritta. Abbanoa è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

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