Leggo con dispiacere, ma non con stupore, le imbarazzanti giravolte sul tema dell'eolico da parte della Governatrice Todde.

Lei che da Viceministro ha curato, per il Governo Draghi, la cosiddetta "transizione energetica" in Sardegna, sapeva a cosa la nostra Terra sarebbe andata incontro.

È stata tra le più autorevoli artefici delle norme che esautorano la Regione e le autonomie locali dall'iter autorizzatorio. Per non avere i soliti problemi delle comunità territoriali che "infastidiscono" i "manovratori".

D'altronde che cambiava? Da millenni la Sardegna è stata oggetto di scorribande, occupazioni, "predazioni". E i sardi, anche se si lamentano un po', alla fine abbassano la testa e subiscono sempre. Nonostante l'anelata autonomia e la nostra grande dignità, è sempre stato così. Perché i sardi questa volta dovrebbero alzare la testa?

Di mezzo ci sono appetiti miliardari delle multinazionali del vento, creati dalle “euro-eco-follie", la più grande macchina da soldi dell'ultimo secolo. Insieme alla guerra.

E oggi da Governatrice, la Todde che fa? Si arrampica sugli specchi, balbetta, fa video su TikTok, sa di avere le mani legate e che quel nodo scorsoio a cui è legata la Sardegna, non si può sciogliere. Nessuno più di lei, che quel nodo ha contribuito a progettarlo, lo sa. Non una parola sulla strategia per uscire dalla stessa gabbia costruita da Lei. Nessun accenno alla "Agenzia regionale dell'Energia" o sulla possibilità di creare una "Società regionale energetica" come chiede di dibattere la Lega. Inascoltata.

La verità è che siamo “moneta di scambio” per ottenere quei "maledetti" soldi del PNRR, che spesso abbiamo sprecato, mal utilizzato, ma che mai avremmo avuto (a prestito, s'intende!) se non avessimo sottoscritto la cambiale delle eco-follie europee.

Quelle dell'auto elettrica per tutti (noi che giriamo ancora con la Fiat 127). Delle case "green" al polistirolo (mica sughero!), della tassa sull'allevamento di bestiame perché “emettono gas”. E, appunto, dell'espropriazione violenta dei terreni fertili, per disseminarli di mostri eolici e pannelli fotovoltaici, per la produzione di energia che non serve ai sardi e di cui mai avranno beneficio.

Un gigantesco eco-inganno in danno del paesaggio più bello e dell'ecosistema più ricco e fragile del mondo.

Sia chiaro: non si tratta di essere contro la transizione energetica. La Lega non lo è!

Si tratta di stabilire cosa serve ai sardi e che benefici concreti ne potremmo ricevere.

Nessuno dice che l'intera Europa produce circa il 6% delle emissioni globali di CO2 e che tutto questo disastro ambientale, sarebbe teso a ridurre quella percentuale inconsistente rispetto alla produzione di Cina e Asia, guardacaso maggiori produttori dei generatori eolici e dei pannelli fotovoltaici.

E allora quale sarebbe l'utilità oltre quella finanziario-speculativa in mano a pochi? Nessuna.

Abbiamo un P.P.R. che spedisce in galera un contadino che realizza un ricovero in pietra e legno, utile a coltivare la terra e poi, impunemente, consente di impiantare ecomostri di plastica e metallo, con tanto di colate di centinaia di mc di cemento per i plinti.

E la nostra Governatrice può dirsi estranea a quello che sta oggi avvenendo in Sardegna?

O pensava che con la farsa della " Moratoria che non mora niente", sarebbe riuscita a calmare gli animi dei sardi, tappargli gli occhi e sopire le coscienze?

Nel frattempo per calmare gli appetiti della sua maggioranza, la Governatrice ha dato il via libera all'aumento dei fondi ai singoli consiglieri e alla nomina di ulteriori 11 poltrone che costeranno ai sardi ulteriori 400 mila € di nuovi stipendi "agli amici degli amici" (loro citazione). Ma questa volta gli amici sono i loro.

Alla faccia degli ideali dei 5S e dei tanti sardi che a quegli ideali di etica e di moralizzazione della politica, ci avevano davvero creduto.

Michele Pais

© Riproduzione riservata