Ha risposto a tutte le domande che gli sono state fatte Francesco Corsiglia, da pm, legali di parte civile e difesa. Anche a quelle che puntavano a metterlo in cattiva luce. È vero che ha cercato su Google le parole “striscia di cocaina”? Corsiglia ha risposto: «Vero, mi è capitato, ma non uso cocaina». E ancora: «Sì, guardavamo porno e scherzavamo. 

Al ragazzo sono state mostrate delle foto con un cane “ubriaco” e una persona che fa bere un’altra con un imbuto in bocca. Corsiglia ha risposto di non sapere nulla di quelle immagini. 

Il giovane accusato di stupro di gruppo insieme a Ciro Grillo e ad altri due amici (Edoardo Capitta e Vittorio Lauria) ha affrontato un esame durato tre udienze ed è possibile fare un bilancio di questo delicato passaggio del processo sulla presunta violenza sessuale che sarebbe avvenuta a casa Grillo il 17 luglio del 2019.

Corsiglia, difeso dalla penalista Antonella Cuccureddu, ha smentito la presunta vittima su quasi tutti i punti salienti della sua ricostruzione. Ad esempio è emerso (la conferma arriva anche da una foto mostrata in aula) che il quantitativo di alcol consumato dai ragazzi la sera prima del presunto stupro è stata contenuto. Era atteso un attacco ad alzo zero della parte civile, nel merito dei fatti. Invece Corsiglia ha risposto soprattutto a domande sulle sue abitudini e sui suoi rapporti con gli altri tre imputati.

Il processo riprende con i testi della difesa (a partire da quella dell’avvocato Mariano Mameli) il 23 settembre.

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