Dermatite bovina, la protesta degli allevatori: «Blocco insostenibile, ora basta»
L'appuntamento domani per il corteo è alle 10 a Olbia, al porto Isola BiancaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«La pazienza è finita. Sono oltre 15 mesi che gli allevatori sardi convivono con le restrizioni e i blocchi delle movimentazioni dei bovini. Dopo aver fatto enormi sacrifici e accettato ogni prescrizione delle autorità politiche e sanitarie, dopo essersi messi a disposizione della campagna vaccinale fidandosi delle indicazioni delle autorità sanitarie arrivando a vaccinare il 98% degli allevamenti e circa il 97% dei bovini e dopo aver rispettato tutto quello che è stato chiesto loro, oggi gli allevatori dicono basta».
Lo denuncia Coldiretti Sardegna che per domani ha annunciato una mobilitazione di tutto il mondo dell'allevamento bovino sardo. L'appuntamento per il corteo è alle 10 a Olbia, al porto Isola Bianca.
«Apprendiamo, poi, con forte preoccupazione le notizie emerse dalla comunicazione dell'assessorato regionale dell'Agricoltura, a seguito dell'incontro a Roma sulla conferma della zona di sorveglianza di 20 chilometri - aggiunge l'organizzazione agricola - Una decisione che alimenta ulteriormente l'incertezza e le difficoltà per gli allevatori e che rende ancora più urgente una svolta nella gestione dell'emergenza. Ecco perché chiediamo il declassamento della malattia e una riduzione della zona di protezione, affinché le restrizioni siano proporzionate all'attuale situazione epidemiologica e non continuino a penalizzare indistintamente gli allevamenti sardi. La Sardegna ha dimostrato di aver fatto la propria parte, con una copertura vaccinale elevatissima e il rispetto delle prescrizioni sanitarie».
Nel frattempo, però, il conto dell'emergenza continua a ricadere sulle aziende. «Gli allevatori sono costretti a sostenere per mesi i costi per alimentare e mantenere in vita animali che non possono essere movimentati, con spese che aumentano giorno dopo giorno e senza la possibilità di programmare normalmente l'attività aziendale. Per questo chiediamo anche alla Regione interventi economici adeguati e immediati, perché non può essere lasciato tutto sulle spalle degli allevatori», conclude Coldiretti.
L'ultimo focolaio confermato di dermatite nodulare contagiosa (Lumpy skin disease) risale agli inizi di giugno a Escalaplano, nel sud Sardegna: un focolaio che non è stato ancora dichiarato estinto secondo il bollettino epidemiologico nazionale veterinario.
(Unioneonline)
