Benzina alle stelle e stipendi bassi: presidio di protesta a Cagliari
Striscioni in piazza Sant'Avendrace contro il carovita. I manifestanti chiedono il calmiere sui beni di prima necessità e il taglio delle spese militariPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Mettiamo un tetto ai profitti, non alla vita dei lavoratori». Lo hanno chiesto questa mattina Usb e Abaco Sardegna che dalle 10 hanno avviato in piazza Sant'Avendrace a Cagliari un presidio per dire basta al carovita, al caro carburanti e ai salari troppo bassi. Una trentina di persone si sono presentati davanti all'area di servizio Eni con striscioni e bandiere. «Il carburante non è un lusso. E' una tassa sul lavoro», sostengono in una nota, «per l'autotrasportatore, l'agricoltore, l'artigiano, il taxista, il pendolare. Per chi in Sardegna deve fare i conti con l'insularità e pagare il carburante più caro che in continente. Quando sale la benzina, sale il costo del pane, della spesa, di tutto. Chi lavora e vive sull'isola paga due volte: la crisi e l'isolamento. Il governo ha offerto sconti temporanei, adesso neanche quelli. Noi pretendiamo misure strutturali. Subito».
Usb e Abaco Sardegna chiedono «un calmiere reale su beni di prima necessità e carburanti», spiegano, «un tetto ai profitti nei settori energetici; recupero immediato del potere d'acquisto di salari e pensioni; riduzione strutturale del costo dei carburanti per autotrasportatori, agricoltori e artigiani; Piano straordinario per i trasporti in Sardegna; investimenti in trasporto pubblico, sanità, welfare». E poi «tagli netti alle spese militari e il riconoscimento concreto del costo dell'insularità per cittadini e imprese sarde».
(Unioneonline)
