Vito Mancuso, fede e ragione nel nostro tempo

13 settembre 2026 alle 11:13

 

Fede, ragione, libertà. E la necessità di continuare a interrogarsi, senza rinunciare al pensiero critico. Vito Mancuso, teologo, filosofo e scrittore ha presentato in Sardegna, a Tortolì, Sant’Antioco e Cagliari, il suo libro ‘’Gesù e Cristo’’, edito da Garzanti. Al centro della riflessione di Mancuso il significato del credere nel nostro tempo e il rapporto, tutt’altro che necessariamente conflittuale, tra fede e ragione.

Il punto di partenza è la necessità di distinguere la storia dalla teologia, il Gesù realmente vissuto dal Cristo della fede. Una distinzione che, per Mancuso, non significa contrapposizione. Credenti e non credenti dovrebbero partire dalla stessa esigenza: «onorare la storia, la verità storica». Separare le due dimensioni serve a comprenderle meglio, per poi «ricongiungerle a un livello diverso, più alto, io spero anche più vero, più autentico».

È qui che entra in gioco il rapporto tra fede e pensiero critico. Già la parola teologia, osserva Mancuso, tiene insieme theos, Dio, e logos, la ragione. Non per tutti i credenti è così: c’è chi considera la fede qualcosa che avviene contro la ragione. Mancuso sceglie un’altra strada.

«Per me credere non è qualcosa che avviene contro la ragione, ma qualcosa che la ragione accompagna». E l’immagine è quella di una maestra, di una pedagoga che percorre con noi una parte del cammino, fino al momento in cui riconosce i propri limiti e ci lascia proseguire. Ma il sentiero resta quello sul quale abbiamo cominciato a camminare con gli strumenti della razionalità.

Per questo il superamento della ragione non deve diventare la sua negazione. «Non è irrazionale, semmai è meta-razionale»: un andare oltre che prova a dare compimento proprio alle domande poste dalla ragione.

Il confronto è con le contraddizioni della realtà. Vorremmo pensare che il mondo sia governato dalla giustizia, che la vita abbia un senso e che i conti della storia possano tornare. Ma la realtà racconta anche violenza, sofferenza e ingiustizia. «Per alcuni aspetti il mondo è bello ed è giusto, per altri aspetti il mondo è ingiusto ed è mostruoso».

La ragione arriva così davanti a due possibilità contraddittorie e non sempre riesce a risolvere il conflitto. A quel punto interviene una scelta più profonda: decidere da quale parte stare. «Io sento che devo stare dalla parte del compimento della razionalità», conclude Mancuso.

Una fede, dunque, che non chiede di spegnere il pensiero critico. Lo attraversa, ne riconosce i limiti e prova ad andare oltre. Non contro la ragione, ma insieme alla ragione.

Nel video, Vito Mancuso alla ex blocchiera di Tortolì per il ‘’Venerdì letterario’’. Un progetto del Club di Jane Austen Sardegna promosso dal comune di Tortolì.