Villasimius, caccia alle reti fantasma che soffocano il mare di Capo Carbonara
Una trappola continua a pescare anche quando chi l’ha calata in mare non c’è più. È il pericolo delle “reti fantasma”, attrezzi abbandonati sui fondali capaci di intrappolare per anni pesci, tartarughe e mammiferi marini. Domani a Villasimius arriva “GhostNetBusters”, la giornata organizzata dalla Fondazione MEDSEA con l’Area Marina Protetta Capo Carbonara e il sostegno di Patagonia per liberare il mare da una delle forme meno visibili di inquinamento.
I sub del 4° Nucleo della Guardia Costiera di Cagliari e dell’Arma dei Carabinieri recupereranno una lunga rete individuata nei mesi scorsi dagli operatori diving in uno dei siti di immersione dell’area protetta. A terra garantirà il supporto il Corpo Forestale. Contemporaneamente cittadini e volontari potranno partecipare alla pulizia della spiaggia di Porto Giunco, coordinata da MEDSEA con la cooperativa Diomedea. L'incontro è per le ore 9 nella Piazzetta della Marina di Villasimius.
Nel pomeriggio la stessa rete riportata a terra diventerà il simbolo di un workshop sul “ghost fishing”, dedicato ai danni provocati agli ecosistemi e alle strategie per prevenirne la dispersione. «Sono una delle minacce più subdole per i nostri mari», sottolinea Francesca Frau, presidente di MEDSEA. L’obiettivo è trasformare un intervento di pulizia in un’azione collettiva di tutela e sensibilizzazione. Nel video la lunga “rete fantasma” individuata nei mesi scorsi che sarà rimossa domani.
