Via Mazzini, la strada che aspetta ancora il suo risorgimento
Attraversata a Cagliari la Porta dei Leoni, risalente alla seconda metà del millecinquecento, che prende il nome dalle teste scolpite di questi animali che la sovrastano, si percorre una strada ripida che nasconde un passato ricco di storia. Si tratta della via Mazzini.
In passato doveva essere una via molto frequentata, non solo perchè conduceva alla porta d'ingresso meridionale della città fortificata, ma perchè qua si trovavano botteghe e artigiani specializzati nella lavorazione di nobili metalli, tanto da meritare, come ci ricorda ancora oggi la targa toponomastica, l’appellativo di via degli Argentari.
Nei secoli successivi la sua denominazione cambiò in quella attuale, in onore di uno dei massimi esponenti del Risorgimento italiano.
All'interno dell'aiuola circolare, che fa angolo con la via Spano, troviamo oggi una grande palma. Nel 1913 questo spazio ospitò il busto in bronzo del filosofo Giordano Bruno, condannato a morte per eresia. L'opera venne rimossa nel 1926. La sua presenza si rivelò troppo scomoda per il regime, anche in vista della sottoscrizione dei Patti Lateranensi, l’accordo che siglava i rapporti tra Stato Italiano e Chiesa.
Si racconta che le anziane signore si inchinassero davanti alla statua scambiandola per quella di un santo e che la sua presenza causò non pochi fastidi ai sacerdoti durante il passaggio delle processioni. Quello che sappiamo per certo è che, dopo diversi anni, il busto venne collocato all'interno del complesso universitario di Sa Duchessa, in cui, ancora oggi, è possibile ammirarlo.
Ma la raffigurazione del filosofo non è l'unica cosa ad essere scomparsa col tempo. I terribili bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale lasciarono ampi spazi vuoti, ancora visibili, devastando buona parte degli edifici un tempo presenti. Le abitazioni che in passato si addossavano alle mura difensive non esistono più. Lo spazio è adesso occupato da pochi parcheggi. E pensare che proprio in una di queste case venne alla luce lo scrittore Giuseppe Dessì, vincitore del Premio Strega nel 1972 col suo "Paese d'Ombre". Ce lo ricorda una targa posizionata sotto quel che rimane della base di una antica garitta, che un tempo ospitava i soldati di vedetta. E se, parafrasando quel che disse lo scrittore, gli anni passano e Cagliari sembra ringiovanire, la via Mazzini, a dispetto del nome, aspetta ancora il suo risorgimento.
Maurizio Loi
