Un'architetta alla Querini Stampalia: incontro con Izaskun Chinchilla

18 marzo 2026 alle 11:40
Venezia, 18 mar. (askanews) - La relazione con l'architettura, da molteplici punti di vista, è uno degli elementi su cui la Fondazione Querini Stampalia di Venezia poggia la propria identità. E proprio su un percorso di esplorazione dell'architettura contemporanea sta puntando in particolare la direzione di Cristiana Collu. Una ricognizione che prende forma a partire dalla condizione singolare della Querini, luogo in cui architetti diversi, Carlo Scarpa, Valeriano Pastor, Mario Botta, Michele De Lucchi, Izaskun Chinchilla, hanno misurato il proprio pensiero sul corpo dell'edificio. E insieme a Chinchilla, Cristiana Collu ha immaginato la struttura, il "Cocoon", che per alcuni mesi ha ospitato "La presentazione di Gesù al Tempio" di Giovanni Bellini. "Quando abbiamo iniziato a pensare di creare una struttura intorno al quadro - ha spiegato l'architetta spagnola ad askanews - oltre alle riflessioni sulla morbidezza, abbiamo voluto creare uno spazio in cui il dipinto potesse essere vissuto con più calma. Il museo è pieno di opere d'arte fantastiche, e sentivamo che questo dipinto meritava un'esperienza più tranquilla. Per farlo abbiamo pensato a una strategia di percezione a 360 gradi, che comprendesse la vista, ma anche l'udito e l'olfatto".Palazzo storico, ma anche luogo di comunità, la Querini guarda adesso al proprio futuro, che passerà anche attraverso un importante riallestimento delle collezioni. "L'idea - ha aggiunto Chinchilla - è che il museo torni a essere una casa per i visitatori di oggi. Forse anche per allontanarsi dall'aspetto eccessivamente controllato e ordinato dei musei e consentire un'atmosfera più vissuta, che racconti anche storie più personali sullo sfondo. Stiamo conducendo un workshop con il programma Master of Situated Practice dell'University College London, Bartlett School of Architecture, con 15-20 studenti: stiamo lavorando su diversi oggetti di questa incredibile collezione della Querini per ricostruire attorno a questi oggetti il contesto domestico che normalmente li ospitava".Particolarmente interessante e indagato in questo percorso l'aspetto dell'architettura effimera, anche in relazione alla mostra di Gabriel Bella, che ha documentato molte costruzioni temporanee nella Venezia del Settecento. "In realtà - ha concluso Izaskun Chinchilla - tutta l'architettura è temporanea. La temporalità sarà un anno, un secolo, cento secoli, ma anche nelle architetture che sono durate per molti secoli, c'è sempre stato un cambiamento di destinazione d'uso. Abbiamo grandi autori che ne hanno parlato. Aldo Rossi, nella sua opera sull'architettura della città, fa questa profonda osservazione. Gli edifici restano, ma la loro funzione, il loro programma, la loro utilità sociale cambiano radicalmente". Qui alla Fondazione Querini Stampalia l'idea di architetture effimere a noi sembra avere a che fare con un'idea aperta di musealità, con un confronto costante con la società che cambia e di conseguenza cambia anche il modo di accogliere i visitatori, oltre che di porsi verso la comunità della quale il museo è parte.