Sanremo, Can Yaman e il fermo in Turchia: "Non esiste nessun caso"

24 febbraio 2026 alle 12:57aggiornato il 24 febbraio 2026 alle 13:03

«Non esiste nessun caso».

Can Yaman, a poche ore dalla co-conduzione della prima serata del Festival di Sanremo, liquida in poche parole la faccenda del fermo in Turchia: «Erano dei controlli di routine, è un periodo così per la Turchia. Stanno controllando tutti, se è tutto a posto come è successo a me ti rilasciano dopo meno di 24 ore. Caso chiuso o meglio, nessun caso».

Cosa farà stasera? «Fino a questo momento non ci ho pensato per niente però sto bene e mi fido di Carlo. Spero di non combinare dei pasticci».

Di certo, scherza, «non fatemi cantare, se no in Turchia mi arrestano di nuovo». «Se dovessi interpretare il ruolo di qualcuno che canta, allora sarebbe diverso, ma mi dovrebbero pagare bene».

Per lui una sorpresa, stasera ci sarà il “confronto” tra i due Sandokan: Yaman e lo storico interprete Kabir Bedi, a cinquant’anni dall'omonimo sceneggiato televisivo di Sergio Sollima.