Quartu, l'addio al Vigile del fuoco Pietro Isola: "Grazie per quello che hai fatto"
Un quarto d’ora prima della messa il silenzio nel sagrato viene rotto dal suono dell’Eli Drago 143, l’elicottero che scorta dall’alto il feretro trasportato verso la Basilica di Sant’Elena da un’autoscala dei pompieri per il funerale. Ad attendere Pietro Isola, morto tragicamente a 59 anni pochi giorni fa durante un’esercitazione sul lago Temo - nel Sassarese - decine di vigili del fuoco in divisa, parenti, amici, e tanti quartesi. “Un vigile del fuoco modello”, ripetono tanti colleghi che a stento riescono a trattenere le lacrime. Presente anche il capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Eros Mannino, insieme al sindaco Graziano Milia, al presidente del Consiglio comunale Tonio Pani e al vice comandante della Polizia locale Antonello Angioni.
Originario di Quartu, la sua città d’origine dove tornava con la famiglia appena poteva, Isola abitava da anni nel Sassarese dopo il trasferimento per lavoro. E proprio Quartu oggi lo ha accolto per l’ultimo saluto.
In prima fila nella Basilica la moglie del vigile del fuoco scomparso, Angela Curreli, abbracciata alle due figlie. Davanti all’altare la foto di Pietro Isola che lo ritrae felice al lavoro, mentre sale a bordo dell’Eli Drago, posizionata ai piedi della bara avvolta dal Tricolore, sopra c’è il suo amato caschetto da vigile.
Durante la messa celebrata dall’Arcivescovo metropolita di Cagliari, Monsignor Giuseppe Baturi, insieme al parroco della basilica quartese, don Alfredo Fadda, il ricordo del vigile-coraggio. “Grazie per ciò che ha fatto e che voi tutti fate a servizio della collettività, rischiando la vita per salvare quella degli altri”, le parole di Baturi rivolte alle decine di vigili del fuoco presenti nella basilica che a stento è riuscita a contenere i tanti presenti al rito funebre. “Pietro ha svolto il suo lavoro con professionalità, dedizione e bontà, ci sono tanti modi di svolgere la propria professione, lui lo ha fatto con amore, con passione. Ha trasformato il suo lavoro in una missione, un esempio da seguire in ogni ambito professionale. Che il Signore dia la vita eterna a quest’uomo che ha dato tanto, come marito, come padre, come nonno, come esperto vigile del fuoco”. E infine il discorso toccante di Nicola Micele, direttore regionale dei vigili del fuoco della Sardegna. “Pietro non si tirava mai indietro, amava donarsi agli altri, aveva una grandissima disponibilità. Ha fatto tanto a Cagliari, ad Alghero, e a Verona dove i colleghi lo ricordano a distanza di trent’anni. Questo la dice lunga sulle sue qualità che incarnavano perfettamente i valori dei vigili del fuoco. Questa tragedia ci racconta una storia di grande passione e dedizione. Noi abbiamo un compito adesso, onorare la sua memoria, e portarlo come esempio per le nuove generazioni dei vigili”. Prima del viaggio finale verso il cimitero, il dono alla famiglia del Tricolore con caschetto, e l’applauso fra le lacrime all’uscita dalla parrocchia.
