Province sarde, Usai: «I nostri tributi finiscono allo Stato»
Le Province incassano i tributi, ma le risorse finiscono nelle casse dello Stato. È la denuncia di Mauro Usai, presidente dell’Unione delle Province sarde: «Il 100% delle entrate proprie viene restituito allo Stato»
Il prelievo assorbe inoltre, secondo Usai, circa la metà dei trasferimenti ricevuti. Un meccanismo che sottrae risorse alla manutenzione delle strade e degli edifici scolastici.
E che limita la capacità degli enti di programmare interventi e garantire servizi.
La partita, spiega il presidente, vale circa 50 milioni di euro. A pesare sono soprattutto due voci permanenti, che rappresentano il 97% del prelievo: il contributo originario negativo, da 17,5 milioni annui, e quello previsto dalla legge di stabilità 2015, quasi 23 milioni. Per fronteggiare le difficoltà dell’ex Provincia di Sassari e di Nuoro, ricorda Usai, la Regione è intervenuta con 92 milioni.
Risorse straordinarie per scongiurare il rischio di non poter assicurare neppure i servizi essenziali. Ora le Province chiedono di partecipare al confronto tra Regione e Stato sulla vertenza entrate. «Se lo Stato non preleva più queste somme, abbiamo le risorse per fare le cose». In alternativa, sostiene Usai, deve intervenire la Regione con una compensazione.
Sul passato, la richiesta è di recuperare quanto ritenuto versato ingiustamente e congelare le pendenze degli enti in difficoltà. Per il futuro, l’obiettivo è un contributo alla finanza pubblica equilibrato rispetto alle altre Province italiane. Le conseguenze dei tagli, avverte, ricadono anche sui piccoli Comuni, assistiti dagli enti provinciali nella gestione degli appalti.
Usai chiede inoltre che il riconoscimento dell’insularità comprenda le esigenze delle Province. «Le Province servono», ribadisce, rivendicandone il ruolo nei controlli ambientali e nella pianificazione delle infrastrutture. «Sono un sostenitore del decentramento dei poteri»: una funzione che, conclude, richiede risorse adeguate.
Nel video l’intervento di Mauro Usai a Radar, su Videolina
