Novaspace, startup milanese anti-degrado urbano

24 marzo 2026 alle 17:05
Roma, 23 mar. (askanews) - Una startup milanese specializzata nella rimozione di graffiti vandalici attraverso tecnologia laser di ultima generazione si propone come risposta imprenditoriale all'emergenza degrado che investe il capoluogo lombardo, dove un palazzo su cinque risulta imbrattato da scritte e tag. I danni economici provocati dal fenomeno ammontano a circa 100 milioni di euro l'anno nella sola Milano, mentre a livello nazionale la cifra raggiunge i 790 milioni di euro annui secondo le stime disponibili. Per ripulire completamente la città dalle scritte vandaliche servirebbero almeno 100 milioni di euro, a fronte del milione di euro stanziato dall'amministrazione comunale per la rimozione.L'azienda Novaspace Srl, fondata da Francesca Berti, è operativa da meno di un anno e conta già quattro dipendenti. La tecnologia distintiva della startup è l'utilizzo del laser per la rimozione dei graffiti, una metodologia che funziona con un principio analogo a quello impiegato per la rimozione dei tatuaggi, senza ricorrere ad agenti chimici o pressioni meccaniche."Milano sta andando verso un degrado che oggettivamente non si era mai visto prima. Mentre prima era confinato alle periferie, oggi non c'è limite di zona che non sia imbrattato", ha dichiarato Francesca Berti, fondatrice della startup. "Andiamo a rimuovere su alcune superfici dove è possibile con la tecnologia laser che abbiamo importato, scomponendo le molecole di imbrattante", ha precisato Berti, sottolineando come questo approccio innovativo si affianchi alle metodologie tradizionali quali ritinteggiatura, sabbiatura e idrosabbiatura.Il modello di business prevede sia interventi singoli che abbonamenti annuali, una sorta di assicurazione per i palazzi che garantisce interventi immediati in caso di nuovi imbrattamenti. "Se ogni palazzo si tutelasse in questo modo, sono sicura che piano piano la città cambierebbe", ha sostenuto Berti, evidenziando come la costante manutenzione possa fungere da deterrente contro il reiterarsi degli atti vandalici.L'impatto sociale dell'iniziativa va oltre il perimetro strettamente commerciale. L'azienda offre anche interventi pro bono, come quelli proposti ad alcuni enti milanesi proprietari di palazzi storici. "Siamo una società e quindi abbiamo uno scopo di lucro, ma la nostra passione è talmente sconfinata che facciamo anche tante rimozioni gratuite", ha dichiarato l'imprenditrice.Dall'analisi del fenomeno emerge con evidenza una frattura generazionale nella percezione del degrado urbano. "Quello che mi stupisce di più è che nella fascia della Generazione Z la risposta più comune è 'non ce ne accorgiamo, non li guardiamo, non ci danno fastidio', mentre dal millennial fino al boomer li guardiamo, ci danno fastidio, ci urtano", ha osservato Berti, rilevando come questa differenza di percezione rifletta un problema culturale più ampio legato all'educazione civica.Il tema ha assunto anche una dimensione internazionale: durante le recenti Olimpiadi, diversi atleti stranieri hanno commentato negativamente l'elevata presenza di graffiti nella città, evidenziando come il degrado urbano danneggi l'immagine internazionale di Milano. Una contraddizione rispetto ai significativi investimenti destinati alla creazione di nuove piazze e strutture moderne, mentre il patrimonio edilizio esistente resta esposto al vandalismo."L'amministrazione comunale sembra concentrata su altri aspetti dell'arredo urbano, come la creazione di piazze aperte e la cura del verde, ma le pareti se le è completamente dimenticate, la lotta al vandalismo non la fa", ha osservato Berti, che ha concluso: "Speriamo che sempre più persone capiscano che la casa è un bene prezioso che va tutelato e che, come si investe nelle pulizie interne, uno investa anche nella pulizia esterna".