«Vogliamo chiarezza: nulla ci darà mai pace per questa morte assurda, ma vogliamo sapere se per il nostro bambino i medici hanno lavorato in maniera corretta». Sono devastati dal dolore Michela Brasile e Carlo Zurru, due giovani genitori di Sant’Antioco che ieri avrebbero dovuto festeggiare il battesimo del loro bambino Francesco Edoardo e che invece si trovano a Roma in attesa che sul corpo del piccolo, di soli quattro mesi, venga eseguita l’autopsia: è deceduto all’ospedale Gemelli dove era stato trasportato la notte del 18 marzo per un trasferimento urgente deciso dai medici dell’ospedale Brotzu di Cagliari che lo avevano in cura.

Sanita': l'Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari
Sanita': l'Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari
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L’incubo

I due genitori, assistiti in queste ore drammatiche dagli psicologi del Gemelli, hanno affidato al loro cugino Christian Spiga e all’avvocato Marco Aste il compito di spiegare perché hanno deciso di rendere pubblica questa terribile vicenda che ha gettato nello sconforto una famiglia e l’intera comunità di Sant’Antioco. «Non riusciamo a darci pace – premette Spiga – le nonne del piccolo preparavano da giorni i dolci e gli addobbi per il suo battesimo e ora ci ritroviamo con la casa addobbata a festa ma funestata dal più terribile dei lutti: il nostro bellissimo Francesco Edoardo non tornerà più».

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Il piccolo ha chiuso per sempre gli occhi al termine di un’odissea iniziata martedì 17 marzo, il giorno in cui ha festeggiato il quarto mese di vita, quando i genitori lo hanno portato all’ospedale Brotzu di Cagliari per il cambio di un catetere: «Ancora prima che nascesse era stato riscontrato un problema legato al collegamento tra i reni e la vescica per risolvere il quale sarebbe stato necessario un piccolo intervento chirurgico, così era stato detto a Carlo e a Michela dai medici del Brotzu, da eseguire dopo i primi quattro mesi di vita. – racconta Christian Spiga – Nel frattempo, un catetere permetteva al piccolo di urinare. Martedì scorso lo hanno portato a Cagliari per la sostituzione del catetere che pareva intasato. Lo hanno ricevuto non appena il medico si è reso disponibile e hanno sostituito il catetere».

L'entrata dell'ospedale " Bambin Gesù"
L'entrata dell'ospedale " Bambin Gesù"
L'entrata dell'ospedale " Bambin Gesù"

Come da prassi il piccolo è stato trattenuto in attesa che urinasse ma non è avvenuto: «Così è stato trattenuto per gestire il problema – continua – e poiché sarebbe stata riscontrata un’infezione, gli è stato somministrato un antibiotico che poi avrebbe dovuto continuare a prendere anche a casa». Ma già sulla via del ritorno a casa il bimbo ha iniziato a manifestare una strana insofferenza con pianti inconsolabili. Un’anomalia perché non piangeva quasi mai.

In ospedale

Mercoledì mattina il bimbo continuava a stare male e la mamma ha deciso di riportarlo al Brotzu: «Alle 11 era già in terapia intensiva – continua Spiga – e ai genitori è stato detto che sarebbe stato trasferito con urgenza a Roma con un volo dell’Aeronautica militare. Poi, per sveltire i tempi, così è stato detto ai genitori, si è optato per l’elisoccorso ma sono passate altre interminabili ore finché gli è stato detto che sarebbe partito alle 22. Una volta decollati, l’elicottero è passato da Olbia per il rifornimento di carburante e alla fine a Roma è arrivato alle 3 del mattino». Due ore dopo il suo arrivo il piccolo è spirato davanti ai medici del Gemelli che non hanno potuto far nulla per salvargli la vita. Perché la situazione da un banale cambio di catetere si è fatta ingestibile? L’autopsia disposta immediatamente dovrà dare risposte». Un incubo inimmaginabile: «Chiaramente la famiglia per ora non dà colpe a nessuno – precisa il legale Marco Aste – ma davanti a un dramma tanto grande quanto inaspettato, non può che chiedersi se tutto sia stato fatto in maniera corretta. I genitori pretendono totale chiarezza».

llllServizioUn elisoccorso davanti all'ospedale Brotzu di Cagliari
llllServizioUn elisoccorso davanti all'ospedale Brotzu di Cagliari
llll Servizio Un elisoccorso davanti all'ospedale Brotzu di Cagliari

Dall’ospedale Brotzu al momento, in attesa dell’autopsia, la scelta di non rilasciare dichiarazioni se non per esprimere il cordoglio alla famiglia per il triste epilogo della vicenda. Anche il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, nel farsi interprete del sentimento della comunità dice di essere «incredulo e particolarmente triste. Un bimbo così piccolo che ci lascia crea un vuoto incolmabile. Siamo vicini ai genitori per sostenerli e fornire l'aiuto di cui avranno bisogno».

Stefano Garau

Stefania Piredda

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