Museo del Novecento, quattro progetti per dialogare con Milano

10 aprile 2026 alle 08:50
Milano, 10 apr. (askanews) - Il Museo del Novecento di Milano ha presentato quattro progetti tra nuovi interventi, riallestimenti e collaborazioni, con l'intento di rafforzare il dialogo con la città e con la scena artistica contemporanea. Un percorso che anticipa l'ampliamento nella seconda torre dell'Arengario e ridefinisce il museo come spazio aperto e in costante evoluzione."Abbiamo letteralmente creato uno spazio di visione felicemente strabica - ha detto ad askanews il direttore del museo, Gianfranco Maranello -, si sta dentro il museo, ma si guarda sempre anche al di fuori. Si guardano le opere della grande quadreria che spingono sulla strada, e presto quindi verso il cantiere che a brevissimo avvierà davvero i lavori di realizzazione dello spazio dell'arte contemporanea, e quindi è una giornata in cui le opere donate da tanti collezionisti, da tanti artisti, le opere di Diego Marcon, vincitore del Premio ACACIA guardano Milano dalla visione panoramica della sala fontana e quindi diventano una grande meditazione sul senso delle immagini, del paesaggio, di quello che è il contesto dentro e fuori il museo". Oltre all'opera di Marcon che si mostra sotto il Soffitto Spaziale e alla quadreria che ha animato il piano terra, gli altri nuovi progetti riguardano una mostra focus su Bruno Munari realizzata con Corraini e il riallestimento di una selezione di opere provenienti dalla Collezione Spagna Bellora. Ma a muoversi è proprio l'idea stessa dello spazio museale. "Oggi il museo si fa davvero museo soglia - ha aggiunto Maranello - in questo cammino siamo con un piede all'interno delle gallerie espositive delle collezioni permanenti e dall'altra a siamo segnalare attraverso tanti interventi anche in spazi interstiziali del museo penso al lavoro di Maloberti ai lavori di Remo Salvadori, ma soprattutto appunto alla nuova quadreria, al lavoro di Giuseppe Gabellone, al lavoro di Diego Marcon che appunto è dentro e fuori lo spazio come sempre è per certi versi la Sala Fontana, il museo sta nella meditazione del suo patrimonio e nell'urgenza degli spazi della ricerca contemporanea".Una visione che contribuisce a rendere più ricca l'esperienza di un museo che senza troppo clamore conserva però opere davvero di prim'ordine.