Midterm 2026, per cosa votano gli Usa e dove sono le sfide-chiave

02 novembre 2026 alle 17:32
Roma, 2 nov. (askanews) - Il 3 novembre 2026, gli elettori di tutti gli Stati Uniti sono chiamati alle urne per le elezioni di Metà Mandato. Il loro voto deciderà se lasciare il controllo del Congresso (il Parlamento bicamerale degli Usa) ai repubblicani del presidente Donald Trump o se dare la maggioranza ai democratici in una o entrambe le camere .Secondo i recenti sondaggi, i Democratici appaiono favoriti per riconquistare il controllo della Camera dei Rappresentanti (Hose of Representatives") e, sia pure in minor misura, anche del Senato. La conquista anche di una sola delle due camere rappresenterebbe una vittoria significativa per il partito dell'asinello, suo simbolo ufficiale, che potrebbe così porre un serio freno all'agenda di Trump. Attualmente i repubblicani detengono la maggioranza al Senato con 53 seggi su 100, mentre i democratici e i loro alleati hanno i restanti 47.A novembre saranno in palio 35 seggi. I senatori restano in carica per sei anni e, ad ogni ciclo elettorale biennale, un terzo di essi si presenta agli elettori.La battaglia per il Senato si combatte tuttavia su un territorio molto ristretto. Attualmente sette seggi sono quelli maggiormente in bilico: Alaska, Iowa, Kansas, Maine, Michigan, Ohio e Texas e i democratici devono conquistare almeno 4 seggi attualmente detenuti dai repubblicani per ottenere la maggioranza al Senato.La temperatura pre-elettorale è ben esemplificata in Texas, da sempre roccaforte repubblicana, che però quest'anno è considerato in bilico.Altro seggio al Senato in bilico, attualmente detenuto da un democratico in procinto di andare in pensione: il Michigan.A sfidare il repubblicano Mike Rogers c'è Abdul El-Sayed, che sembra in leggero vantaggio secondo i sondaggiAnche la Camera dei Rappresentanti è attualmente controllata dai repubblicani, che hanno una maggioranza molto esigua (218 membri contro 214 dei democratici, oltre a un solo rappresentante "indipendente", cioè non affiliato a nessuno dei due partiti). In questo caso tutti i 435 seggi sono in palio, poiché i membri restano in carica solo per un mandato di due anni.A fare da sfondo alle elezioni alla Camera dei Rappresentanti c'è il livello senza precedenti di ridistribuzione dei collegi elettorali per motivi politici nel periodo precedente alle elezioni di medio termine del 2026. Dopo che Trump ha scatenato una "guerra" sulla ridistribuzione dei collegi lo scorso anno, per cercare con questo sistema di massimizzare i voti che potrebbero essere raccolti dai repubblicani, nove Stati hanno ridisegnato i confini dei collegi congressuali, alcuni a vantaggio dei Democratici, ma la maggior parte altri dei Repubblicani. Le analisi indicano che, nel complesso, i Repubblicani otterranno più seggi grazie a questa operazione.Ma gli eventi di quest'anno - in particolare la guerra in Iran e il suo impatto sull'inflazione, ma anche la guerra all'immigrazione irregolare iniziata da Trump nel 2025 con i metodi brutali della polizia speciale Ice - hanno indubbiamente cambiato le carte in tavola, e gran parte del vantaggio sembra essersi spostato a favore dei Democratici.